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"LIBERACI DAL MALE", AL TEATRO BRANCACCINO DI ROMA | 16-19 febbraio

“LIBERACI DAL MALE”

TEATRO BRANCACCINO VIA MERULANA, 244 - ROMA

DAL 16 AL 19 FEBBRAIO 2017

gio. ven. e sab. ore 20 dom ore 18

Biglietti € 15,50

Davide Tassi

Roberta MatteiLiberaci dal male è un vero e proprio thriller teatrale, firmato da Giampaolo G. Rugo, drammaturgo e sceneggiatore romano che ha già importanti successi all’attivo (“La Svolta”, “Killer Joe”, “Un uomo a metà”). Regia di Massimiliano Farau.
Sono sempre stato colpito dal fatto che le ultime parole del padre nostro, la preghiera per eccellenza, siano ‘liberaci dal male’.” – racconta l’autore – “Come se per farlo fosse necessario chiedere aiuto a una qualche entità superiore stante l`impossibilità di liberarsene da soli. Ho allora analizzato quello che viene percepito come il più orrendo dei delitti: il rapimento di un bambino. Sono nati così i personaggi di Lella e Luca: i rapitori. Il male.”
I due hanno rapito un bambino di pochi mesi: il figlio dell’Ingegnere, il padrone della fabbrica che dà lavoro a tutta la città. Lella (Roberta Mattei, che molti ricorderanno in “Non essere Cattivo” di Caligari) è una donna timida e lavora in un centro estetico. Luca (Davide Tassi) è un uomo brutale e violento, il tuttofare dell’ingegnere. Con i soldi del sequestro vorrebbero scappare in Brasile, al caldo, per rifarsi una vita. Intanto, nella casa dove sono nascosti si è rotta la caldaia. Fuori l’inverno gelido avanza. Per placare il pianto disperato del bambino i due cominciano a somministrargli dosi sempre più alte di sonnifero. Come andrà a finire?
Ma soprattutto, che cosa prevarrà in noi?”, si chiede il regista Massimiliano Farau: “il desiderio che il bambino si salvi ad ogni costo, o una inconfessabile empatia per l’impresa criminale?” “Andando avanti nella scrittura” – conferma Rugo – “ho scoperto che le paure di Lella e Luca sono le mie paure; le loro frustrazioni le mie frustrazioni; la loro rabbia la mia rabbia; chissà che non siano anche quelle del pubblico e chissà se riconoscere e dare un nome a questo ‘male’ possa essere il primo passo per provare a trovare in un amore reale, concreto e terreno la chiave possibile a liberarsene e a liberarsi, senza dover chiedere aiuto a un essere superiore.”

 

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Teatro