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CRAVATTA DAY 2019. BREVE STORIA DELL’ACCESSORIO MASCHILE PER ECCELLENZA

CRAVATTA

CRAVATTA DAY 2019

TENDENZE,  CURIOSITA SUL MONDO DELLA CRAVATTA

CRAVATTE

La cravatta è il simbolo di eleganza per eccellenza, un elemento fondamentale per contraddistinguere un uomo elegante. Porta con se molte curiosità che non sono note a tutti, qui troverai le cinque più significative ed interessanti. La cravatta è un accessorio dallo stile intramontabile? Sicuramente è riuscito ad adattarsi alle mode di ogni secolo e continua a trasformarsi, diventando un accessorio di culto in grado di far la differenza. È dal Seicento che s’indossa ed è ancora protagonista in passerella e al collo degli uomini tra i più influenti della Terra. Può un «must have» del genere, riuscito a entrare di diritto anche nel guardaroba femminile, non avere un suo giorno speciale?

Le prime cravatte

Veniva indossata originariamente dai soldati per proteggersi dal freddo, durante il regno di Luigi XIII, quando i soldati croati arruolati dal re di Francia portavano attorno al collo un foulard annodato. Intorno al 1650, la cravatta viene indossata al collo dalla corte del re Luigi XIV. La moda poi si diffonde in tutta Europa, viene indossata dai ricchi e dai dandy, assumendo con il passare dei secoli nuovi stili; fino ad arrivare alla seconda metà del 19° secolo, dove durante la rivoluzione del settore tessile introdotta dall’era industriale, appare in modo funzionale, con una forma più allungata e stretta. Nel 1926, Jesse Langsdorf, ha l’idea di tagliare il tessuto della cravatta in diagonale, dividendola in tre parti, fino ad arrivare ad oggi, un periodo in cui milioni e milioni di persone la indossano sia per lavoro che per piacere.

Il cravatta day

La cravatta moderna è stata introdotta nella moda dai soldati croati in servizio in Francia che, indossando i loro tradizionali piccoli foulard annodati, suscitarono l’interesse dei parigini e in particolare di Luigi XIV di Francia, che diede inizio a una nuova moda. Da allora le cravatte hanno guadagnato sempre più popolarità raggiungendo anno dopo anno tutto il globo, tant’è che la Giornata Internazionale della Cravatta si festeggia anche a Dublino così come a Tokyo e Sydney.

Infiniti nodi

Quando si tratta di indossare la cravatta si può essere molto creativi, lo svedese Mikael Vejdemo-Johansson, matematico del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, guardò su YouTube un video tutorial che insegna ad annodare la cravatta, dove era presente quella utilizzata dal “Merovingio”, un personaggio di Matrix. Modificando dei parametri basati sulle regole matematiche utillizzate precedentemente per i nodi, Vejdemo-Johansson è arrivato a 177.147 modi possibili per annodare questo accessorio. Ha addirittura creato un generatore di nodi random online basato sui suoi calcoli matematici.

La cravatta più costosa

La cravatta più costosa del mondo è la cravatta Suashish, creata dallo Studio Satya Paul Design al prezzo di €189.190. Al fine di renderlo un capolavoro, lo Studio Satya Paul Design ha collaborato con lo Suashish Diamond Group per creare la miglior cravatta in termini di lusso e stravaganza. È stata realizzata in pura seta di altissima qualità ed impreziosita con 150 grammi d’oro e 271 diamanti.

La cravatta più grande

Gli appassionati croati dell’Academia Cravatica, organizzazione che ha lo scopo di promuovere e difendere la cultura della cravatta, nel 2003 crearono la cravatta più grande del mondo, cucendo tra loro strisce di tessuto raggiungendo gli 808 metri di lunghezza e nel punto più ampio i 25 metri di larghezza, con 8 metri in quello più stretto. I lavori per la creazione di questa cravatta da record durarono 5 giorni per i membri dell’Academia Cravatica, e infine l’hanno annodata intorno all’antica arena romana di Pola.  

Cravatte colori

LA SCELTA DELLA DATA NON È CASUALE PER IL CRAVATTA DAY

…e si fa coincidere con il giorno in cui l'”Academia Cravatica” avvolse intorno all’arena romana di Pola, in Croazia, una gigantesca cravatta rossa (lunga 808 metri e larga 25), per celebrare il simbolo dell’identità nazionale. Icona di eleganza per eccellenza, tanti sono i miti e le curiosità che ruotano attorno alla cravatta. Ad esempio nel 1661 Re Luigi XIV istituì la figura del cravattaio di Sua Maestà che aiutava il sovrano ad annodarla (e no, non era proprio sobria ed essenziale). Così fu poi imitato dalla Duchessa di La Vallière che ne realizzò una adatta alle donne con una preziosa stoffa. La prima cravatta da club risale al 1880, quando un gruppo di studenti di un college di Oxford decise di togliere i nastri dai loro cappelli di paglia e di annodarli intorno al collo. C’è chi come il matematico svedese Mikael Vejdemo-Johansson ha individuato 177.147 nodi possibili elaborati secondo studi aritmetici complessi e un generatore di nodi online, mentre la cravatta più costosa del mondo è la “Suashish” creata da Satya Paul per il gruppo Suashish Diamond. Il prezzo? Quasi 200mila euro, realizzata in seta e impreziosita con 150 grammi d’oro e 271 diamanti. Per chi ama il lusso.

DA MAGRITTE A MODIGLIANI

…la cravatta è stata poi musa ispiratrice di artisti e pittori, tant’è che nel 2017 l’israeliano Michal Cole, in un’opera di denuncia contro il maschilismo, ha tappezzato un’intera stanza con 45 tonnellate di cravatte durante la Biennale di Venezia. Da l’Orso Yoghi a Fred Flintstone, passando per Arsenio Lupin, Harry Potter e il simpatico Armando de “La Pimpa”, la cravatta nei cartoni animati e nei film d’animazione diventa un gioco che affascina anche i più piccoli, mentre sul grande schermo da Stanlio e Ollio fino ai Blues Brothers ci sono anche le cinquanta sfumature della cravatta di Christian Grey che le signore apprezzano. errori famosi da non imitare

NEGLI ULTMI DIECI ANNI

Il mercato della cravatteria ha vissuto un calo e, secondo i dati del Centro Studi di Confindustria Moda, solo nell’ultimo anno l’export ha registrato una diminuzione del 9,6%. Gli uomini non amano più questo accessorio? Non proprio. Prestano massima cura ai dettagli al momento dell’acquisto e si assicurano di comprare un prodotto di qualità, confezionato a mano, favorendo fibre naturali selezionate. Meno acquisti quindi, ma più attenzione alla qualità con un solo metro di giudizio al momento della scelta: la sartorialità. Quindi molte le motivazioni per non rinunciare a questo accessorio senza tempo: dalla riscoperta del valore dell’artigianalità, al desiderio di soddisfare un vezzo estetico, fino all’incontro tra stili diversi. “Acquistare una cravatta confezionata artigianalmente significa scegliere in maniera consapevole un prodotto di qualità e versatile, che potrà essere indossato a lungo e in molteplici momenti della propria vita, aggiungendo un tocco di stile e personalità all’outfit – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano – Se per i signori l’attenzione ai materiali e la ricerca di motivi e righe classiche sono le motivazioni che spingono all’acquisto, per le giovani generazioni è il desiderio di cimentarsi con un look nuovo e ricercato, in controtendenza con lo stile casual che spesso popola il guardaroba dei millennials, il motore che li muove ad avvicinarsi a un accessorio versatile e sofisticato come la cravatta. L’inconfondibile stile Bigi, l’elevata qualità delle materie prime e l’estrema cura con cui vengono realizzate le cravatte nel nostro laboratorio di Porta Ticinese, le rendono infatti un accessorio apprezzato in tutto il mondo e sempre attuale, soddisfacendo generazioni diverse.” A resistere nel settore è, infatti, il ramo artigianale con piccole realtà come Bigi Cravatte Milano che lo scorso anno ha venduto circa 45 mila cravatte realizzate completamente a mano nel suo laboratorio milanese, per un fatturato di quasi 2 milioni di euro, dei quali oltre la metà provenienti dalle esportazioni. La cravatta sartoriale non conosce quindi crisi e risultano innumerevoli i buoni motivi per continuare ad indossarla e celebrarla ogni anno in occasione del Cravatta day. La cravatta diventa quasi un rito (per alcuni è un cappio) ma già nell’antichità, secondo culti e credenze del passato, gli egizi usavano legare intorno al collo dei defunti un lembo di stoffa con il nodo di Iside. Quasi ad invocarne protezione nell’aldilà. Per i militari dell’esercito di Xian in Cina, invece, divenne una sorta di bandana simile a quella degli ufficiali della Roma Imperiale. Le leggende sulla cravatta sono infinite, buona cravatta a tutti.

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