INCIDENTI STRADALI MORTALI – SALTA IL LIMITE DEL MASSIMALE?

Causa pilota della Casa del Consumatore Valle d'Aosta

La Casa del Consumatore della VDA (sportello 0165230774), in un sinistro che ha visto la morte del conducente di un veicolo, ha intrapreso una CAUSA PILOTA nei confronti di un'assicurazione che assicura la Responsabilità Civile Auto per ottenere, a favore degli eredi, un risarcimento superiore al limite del massimale fissato, all'epoca, in EURO 774.685,35. Il contenzioso si sta svolgendo sia sul piano penale, contro l'imputato di omicidio colposo, sia dal punto di vista civile in ordine alla responsabilità per danni. La questione si rivela interessante perché la soluzione data, al limite del massimale applicabile nel caso concreto, potrebbe avere profonde conseguenze in relazione ai decessi avvenuti a seguito di incidente stradale nel periodo 1° gennaio 2008 – 11 dicembre 2009.

Lo studio legale che segue la pratica ritiene che per il periodo 1 gennaio 2008 – 11 dicembre 2009 siano applicabili i massimali minimi intermedi previsti dall’art. 128, comma 5 del codice delle assicurazioni e quindi 2,5 milioni di euro per i danni alle persone ed Euro 500.000 per i danni alle cose anziché quello previsto in Euro 774.685,35.

Infatti alla data del sinistro (nell'aprile del 2008) vi era una situazione di incertezza in riferimento ai massimali minimi. Il D.P.R. 19 aprile 1993 che prevedeva il massimale minimo per gli autoveicoli nella misura di 774.685,35 euro è stato abrogato con l’entrata in vigore del Codice delle Assicurazioni. L’art. 354 nell’abrogare il D.P.R. 10 aprile 1993 ha altresì previsto al comma 2 che esso continuasse ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore dei decreti adottati ai sensi del codice delle assicurazioni e comunque non oltre l’1° gennaio 2008. Da ciò consegue che i massimali minimi previsti dal decreto presidenziale non possano ritenersi applicabili a partire dal 1° gennaio 2008.

Nel caso concreto pendente presso il Tribunale di Aosta, quindi, l'assicurazione della RCA ha concordato, con colui che si sarebbe poi macchiato del reato di omicidio colposo, il massimale nella misura ritenuta minima ovvero Euro 774.685,35 applicando però un'inesistente norma (quella abrogata); nella causa instaurata innanzi al Tribunale di Aosta si profilerebbe pertanto il seguente scenario: nullità della clausola contrattuale per violazione di norme di ordine pubblico e dovere dell’assicurazione di corrispondere i danni entro il limite dei 2,5 milioni di euro per danni alle persone e 500.000,00 per danni alle cose. Per gli eredi e le persone offese per la perdita del proprio caro non è certo indifferente, premesso che il dolore non è valutabile, un risarcimento dei danni che preveda l'applicazione di un massimale di circa 3.000.00,00 di Euro anziché di 774.685,35.

Fonte. Avv. Orlando Navarra - Vice presidente nazionale-Casa del Consumatore

 

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