SEGNALI DI RIPRESA ECONOMICA: IN CRESCITA I VIAGGI D’AFFARI

 

Lo rileva la Business Travel Survey

2011 di Uvet American Express

 

13 maggio 2011 – Segnali di ripresa economica arrivano dai viaggi d’affari che a fine 2010 sono cresciuti del 6% per numero e del 5,8% per importi di spesa. A registrare questo andamento è la Business Travel Survey, l’indagine periodica  condotta su circa 700 aziende clienti da Uvet American Express (uvetamex.com), società specializzata nei viaggi d’affari del gruppo Uvet. Anche il primo bimestre di quest’anno conferma il trend positivo pur non raggiungendo ancora i livelli del primo semestre 2008 quando stava per iniziare la crisi. “Seguendo una dinamica tipica dei periodi post-crisi - spiega Enrico Ruffilli amministratore delegato di Uvet Amex - le imprese italiane del settore manifatturiero hanno ripreso a muoversi prima di quelle del terziario. Molte aziende hanno affrontato   le conseguenze negative della crisi, ottimizzando le spese per i viaggi d’affari attraverso travel policy più attente al risparmio e  condizioni di fornitura più favorevoli grazie al supporto delle travel management company”.

 

Un ulteriore elemento positivo, rilevato dalla Business Travel Survey, è l’incremento del numero di viaggiatori (circa 13 milioni nel 2010) per motivi d’affari verso il nostro Paese, anche se la spesa (circa 5,8 mld di euro) è rimasta sostanzialmente stabile tra il 2009 e il 2010 .

 

Le destinazioni internazionali più gettonate dei viaggi d’affari sono il Nord America che rappresenta circa un terzo della quota di mercato, e l’Estremo Oriente con il 24,1% della spesa. La meta più frequentata è tornata ad essere New York (4,5% dei voli totali), seguita da Dubai in crescita (4,4% dei voli totali). Rispetto al secondo semestre del 2009 Shangai (3,8%) ha scalzato, invece, la capitale Pechino (3,1%) come destinazione preferita per i viaggi d’affari nella Repubblica Popolare Cinese. Stabile Hong Kong (2,5%) raggiunta da San Paolo (2,5%). Il prezzo medio del biglietto aereo per le principali destinazioni internazionali è aumentato tranne sulla tratta Roma-New York dove la concorrenza fra le diverse compagnie aeree, dopo la piena attuazione dell’Open Skies, ha portato una diminuzione delle tariffe. In aumento anche il costo medio per notte degli alberghi nelle destinazioni intercontinentali. New York è schizzata da 232 euro per notte del secondo semestre 2009 a 285 euro del secondo semestre 2010. Incrementi significativi anche a San Paolo, Hong Kong e Il Cairo. Pechino (sostanzialmente stabile) con 113 euro per notte rimane la destinazione intercontinentale più economica.

 

La Business Travel Survey dimostra come a livello europeo Francia e Germania rimangono le principali destinazioni, seppure con minore frequenza. Regno Unito e Russia sono i due paesi che hanno dimostrato un maggior incremento. La principale destinazione europea rimane Parigi con quasi l’11% del totale dei viaggi d’affari effettuati. Incalza Londra che conquista una quota del 7,8%. Bruxelles (5,6%) e Francoforte (3,5%) perdono terreno, mentre Madrid (4,7% dei voli totali) e Monaco (4%) conquistano passeggeri. Prezzi più alti per gli alberghi nelle principali città europee ad eccezione di Madrid (116 per notte), dove sono calati per effetto della crisi. A Parigi siamo passati da 174 euro del secondo semestre 2009 a 211 dell’ultimo semestre 2010. Nello stesso periodo si sono pagati 17 euro in più a Londra (200 euro per notte). Le città tedesche rimangono le più economiche a livello continentale pur in presenza di lievi aumenti.

 

Uvet Amex conferma che le mete principali degli uomini d’affari sono Roma (40,3% dei biglietti aerei totali) e Milano (28,5%) che assorbono il 70% del mercato totale. Più vivace fra gli altri scali nazionali Napoli Capodichino, in progressione di circa mezzo punto percentuale (4,5%). Riduzione di passeggeri per Torino, Venezia e Palermo. Sul fronte dei prezzi tutte le rotte nazionali hanno evidenziato una caduta del prezzo medio del biglietto aereo, anche per effetto della politica più aggressiva dei prezzi praticata da Alitalia, leader del mercato nazionale (21%). Unica eccezione il biglietto della Roma-Venezia salito da 246 euro di fine 2009 a 272 euro di fine 2010. Notevole riduzione delle tasse per la Milano-Roma, che resta una delle tratte europee più importanti e la più cara in Italia (302 euro biglietto medio), più cara anche della Milano-Napoli (209 euro biglietto medio) che pure prevede costi operativi superiori.  

 

La Business Travel Survey viene realizzata sui dati relativi ad un campione di 700 aziende clienti di Uvet American Express con spese di viaggio comprese tra 20 mila e 15 milioni di euro all’anno e caratterizzate da una continuità del rapporto nel corso del periodo considerato. L’analisi riguarda tutte le più importanti voci di spesa del Business Travel (biglietteria aerea e ferroviaria e hôtellerie) e si focalizza sui dati relativi all’anno 2010.  Il campione Uvet Amex è composto da aziende appartenenti al settore manifatturiero e del terziario, operanti in segmenti di mercato eterogenei: dall’ICT al settore elettronico, dal comparto meccanico al chimico/farmaceutico, dall’alimentare alla moda passando per quello finanziario e bancario. Interessante la distribuzione tra aziende “local” - ossia quelle che hanno sedi e core business prevalentemente in Italia - e società multinazionali, presenti con proprie strutture in più Paesi del mondo: le prime costituiscono all’incirca il 57% del campione.

Luigi Santo
SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali
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