BITCOIN… 10 ANNI DOPO

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BITCOIN… 10 ANNI DOPO

Dall’ormai lontano se pur recente 2009, il Bitcoin ha generato tanti milionari quante sono le voci sfavorevoli che lo perseguitano. Tra Deep Web e il recente crollo di quest’anno di più del 70% c’è da dire che le maldicenze un fondo di verità ce l’hanno: senza la dovuta formazione o assistenza professionale quest’onda profittevole da cavalcare si può trasformare in uno tzunami. Con una premessa di questo genere ora c’è bisogno di qualche dettaglio in più per poter approfondire la materia e responsabilizzarsi nell’utilizzo di questa nuova tecnologia. Si parla di tecnologia perché, venendo alla luce, il Bitcoin si è portato a seguito anche un sistema decentralizzato peer to peer per la verifica e memorizzazione delle stesse transazioni in valuta digitale: la Blockchain.

Questo libro mastro indelebile basa la sua unicità sulla fusione tra il proof of work (prova di lavoro) e l’incentivo della teoria dei giochi data dal signoraggio. Traducendo le ultime due frasi possiamo sintetizzare il concetto dicendo che è stato inventato un sistema per scambiare valore in maniera trasparente, certa e verificabile senza la necessità di un ente centralizzato che debba controllare le transazioni, mettendo quindi in diretto contatto i due soggetti protagonisti di un qualsiasi scambio. Se poi l’oggetto dello scambio è una valuta digitale a numero limitato sono giustificate sia la crescita esponenziale del valore da pochi millesimi di dollaro al valore attuale di circa 5.000 dollari, sia le paure e titubanze delle istituzioni e delle menti più conservative.

I fatti però non cambiano: da quest’anno 23 Paesi nella zona UE hanno siglato per istituire ufficialmente la European Blockchain Partnership, uno strumento per lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo a beneficio del settore pubblico e privato. Contestualmente si sta concretizzando Bakkt, un progetto di Jeff Sprecher (presidente della società che possiede il NYSE): si tratta di un ecosistema regolamentato che permetta agli utilizzatori di Bitcoin di scambiarli velocemente e a tutti gli investitori istituzionali di parteciparne con la stessa facilità dell’acquisto di un titolo in banca.

Le condizioni favorevoli a un’accettazione di massa ci sono e pure l’attenzione da parte delle istituzioni e dei governi, ma se il Bitcoin è stata una rivoluzione ora serve un’evoluzione dello stesso sistema. Tornando quindi al concetto iniziale sicuramente l’occasione è ghiotta e sia per gli investitori di medio-lungo termine sia per i più accaniti speculatori le possibilità sono reali e tangibili, manca solo una guida esperta che possa indicare le situazioni migliori dove impegnare i propri denari.

Leonardo Vescovo - PDCAcademy

 

Leonardo Vescovo

PDC Academy

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tratto da "Milano 24orenews" dicembre 2018

Cover MI24 Dicembre 2018

 

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