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FONDAZIONE MIKE BONGIORNO

Per un mondo con tanta “Allegria”

tratto da Milano 24orenews dicembre 2013

1Questo mese, la nostra rubrica “a casa di...” si sposta in una location diversa, non una casa, bensì nella Fondazione Bongiorno. Incontro Nicolò per la presentazione dell’ultimo libro “Tutta colpa di Mike” e scambiando qualche battuta scopro con immenso piacere quante belle iniziative sono nate grazie a questa Fondazione e decido di andare da lui per un’intervista. Il grande Mike, personaggio unico e dalle mille sfaccettature, grazie a questa idea, voluta da tutta la famiglia, trasmette e infonde il suo carisma anche ai più bisognosi. Le iniziative sono tante e Nicolò, Presidente della Fondazione, mi racconta con l’entusiasmo di un figlio le varie spinte emotive che sono linfa vitale per la Fondazione stessa. La Fondazione è ricca di ricordi, ovunque guardi c’è Mike, si sente la sua presenza... e un brivido misto ad emozione percorre il mio corpo. Leggo una poesia fantastica, scritta e dedicata a Mike da Alda Merini (“hai portato l’America in Italia...”) e comprendo d’essere in un posto magico, ricco di aneddoti e tante cose da raccontare... cominciamo...

Nicolò, ci racconti com’è nata la Fondazione Bongiorno e perché?

L’idea è nata nel 2009, quando papà è mancato. Durante il funerale di Stato, ci siamo accorti di quante persone hanno gremito Piazza Duomo e di quanto affetto hanno saputo dimostrare. In questi momenti difficili io e la mia famiglia ci siamo resi conto del legame forte che papà aveva creato con gli italiani. Abbiamo così deciso ci creare questa Fondazione per portare avanti il suo testimone e per creare uno strumento utile per dei progetti sociali e anche luogo di ricordi. Nell’arco di un anno siamo riusciti a creare la Fondazione, che è gestita da tutta la mia famiglia.

Che rapporti avete con i mass media?

I rapporti con i network, Rai, Mediaset e Sky, sono molto consolidati. Mio papà, che per tantissimi anni ha lavorato con loro, ancora oggi è ben voluto e la Fondazione ha creato lo stesso valido rapporto per proseguire anche in futuro un valido rapporto, soprattutto per quanto riguarda l’archivio storico di papà e la storia stessa della televisione italiana. 

Qual è il rapporto che avete con la gente?

Da quando è nata, la Fondazione è sempre cresciuta e il rapporto che abbiamo con le persone è diventato sempre più forte. C’è chi scrive per chiedere consigli, chi invece vuole avere un indirizzo preciso per cominciare a muovere i primi passi nel mondo della tv e chi ricorda semplicemente papà. Mike è entrato per molti anni nelle case degli italiani e loro lo amavano per quello che era, come una persona di famiglia, un amico! Ecco, noi vogliamo, tramite la Fondazione, far continuare questo rapporto con le persone che lo hanno amato per tanti anni.

Quali sono i progetti più importanti legati alla memoria di Mike?

Partiamo dai progetti che raccontano la storia di Mike. Nel 2012 abbiamo inaugurato a San Remo la statua dedicata a Mike, è stato un bell’evento, ricco di emozioni, in diretta durante il Festival. Tante persone dello spettacolo ci hanno appoggiato e credono in ciò che facciamo. Fabio Fazio, Fiorello, Pippo Baudo, Gerry Scotti solo per citarne alcuni. Un’altra statua è stata inaugurata sotto il monte Cervino, altro luogo importante per papà che amava la montagna, ma spesso ci propongono anche di inaugurare delle vie, luoghi diversi, palazzetti dello sport, ecc... C’è tanto da fare relativamente alla memoria di Mike!

Progetti legati al mondo della tv?

Stiamo organizzando, con il supporto del Comune di Milano, in una location importante che dovrebbe essere Palazzo Reale, una mostra sulla storia di Mike legata alla tv italiana. Un percorso della memoria che racconta tutta la vita di papà, l’infanzia , l’arrivo in tv e tutto il cammino che ha intrapreso in questo mondo. Con l’Assessore Del Corno abbiamo cominciato a pianificare il tutto e mi auguro di riuscire con il 2014 ad organizzare questo evento. In parallelo stiamo anche costruendo un archivio fotografico e di materiali vari. Non è un’impresa facile, ma ci piacerebbe creare qualche cosa che possa in futuro restare accessibile a tutti. 60 anni di carriera (da guinness dei primati per durata) facilmente reperibile, una biblioteca a tema.

Sono curioso, cosa sono le “Case Allegria” e “Scuola Allegria” di cui ho sentito parlare?

Sono progetti recenti: abbiamo inaugurato a Borgomanero la prima “Casa Allegria”. Si tratta di una struttura dove le famiglie convergono per fare attività varie, laboratori per bambini e luogo d’incontro per anziani, ma la cosa più interessate è l’interazione fra generazioni diverse. Per i ragazzi ci sono diverse opportunità per creare piccole imprese dove vengono anche seguiti nella prima fase di start up e indirizzati nel migliore dei modi. Si può fare musica e abbiamo tante richieste di adesione, questo fa pensare a progetti futuri, magari in tutta Italia. Un posto da vivere appunto in allegria! A gennaio dovremmo inaugurare la prima “Casa Allegria” a Milano, con le medesime caratteristiche e nell’immediato futuro ci piacerebbe creare anche dei fablab, laboratori creativi per i giovani che avranno a disposizione gli ultimi ritrovati in fatto di strumenti, per esempio le innovative stampanti 3D. “Scuola Allegria” invece è un progetto di formazione scolastica atto a far conoscere la storia della tv all’interno delle scuole, quello che noi chiamiamo media education.

Cosa ci racconti dell’ultimo libro dedicato a Mike?

“Tutta colpa di Mike” è un libro in parte dedicato a papà. Ho raccolto l’entusiasmo di Edmondo Conti che ha saputo ripercorrere la sua personale esperienza nella tv, il suo sogno televisivo che si è avverato dove Mike è stato la sua fonte d’ispirazione fin da giovane. La passione di Edmondo Conti sono i quiz, proprio come per Mike e questo libro ha saputo raccogliere e ripercorrere le fasi di due persone che hanno amato e che amano la televisione. Un affascinante percorso che saprà regalare ai lettori tante emozioni, ma anche aneddoti su Mike mai raccontati prima!

Ho avuto modo di leggere questo libro, lo consiglio poiché è farcito di tante cose interessanti, dove emerge un Mike inedito visto con gli occhi di un fan della tv, che ha fatto di questa passione la sua professione. Una cosa importante va detta, parte del ricavato delle vendite del libro sarà devoluto alla Fondazione Bongiorno per sostenere gli innumerevoli progetti in corso. Chiudo questa intervista augurando alla famiglia Bongiorno tanta fortuna e facendo loro i miei complimenti per le idee e le iniziative che questa Fondazione ogni giorno porta avanti con amore.

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Photo Gallery © Nick Zonna

 

 

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