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L’IMPREVISTO: OMEGNA LA CITTÀ DELLE PENTOLE E DELLE CAFFETTIERE

Un assessore-attore porta in scena la sua città...
di Mauro Caldera

Assessore Maurizio Frisone rIn tempo di crisi si sfoderano le armi più spettacolari per raggiungere i migliori obiettivi. In Italia si è soliti vedere il bicchiere mezzo vuoto; ci sono però alcune realtà, in cui, persone motivate e illuminate, riescono a vedere nell’apparente grigiore dei nostri tempi, la risorsa vera della creatività….quella che prende forma, valorizzando le piccole-grandi cose, riportando alla luce la tradizione. Abbiamo incontrato Maurizio Frisone, attore professionista e, da poco assessore a Omegna (Lago d’Orta), la città di Gianni Rodari; in una chiacchierata informale, tra i vicoli del suo gioiello urbano, ci racconta come vive, da neofita, questo inaspettato progetto che non vive solo come un lavoro: è una missione, una passione e un’emozione. Benvenuti a Omegna…la città della fantasia!

In cosa, Omegna, si riconosce come la città di Rodari?
Omegna è una città imprevista: un piccolo borgo con 700 anime, quattro pescatori e due case. Una città che è riuscita a inventare tante cose, come la caffettiera. E’ stata la prima città, dopo Torino e Milano ad avere la corrente elettrica: una realtà tra monti e lago che utilizzava cose inaspettate già dai primi anni del Novecento.

Lo stereotipo degli Amministratori comunali lamenta la crisi economica: quale può essere una possibile medicina a questo malessere?
Non so dare una risposta precisa: posso però dire quello che faccio io. Parlo tanto con tutte le associazioni e con chi mi può aiutare. Cerco di fare rete e guardo la mia città con gli occhi di un bambino.

Chi è l’amministratore pubblico, oggi?
Sicuramente uno che ascolta il cittadino; non è certo uno che sta dietro la scrivania! E’ una persona che ascolta gli altri e cerca di inseguire il sogno di una città dove si sta bene e dove è bello vivere.

Quale turismo propone oggi la tua città?
Omegna ha una natura meravigliosa e un lago splendido, circondato da montagne. Ha l’altro aspetto meraviglioso della creatività: puoi scoprire degli angoli sorprendenti. Mira a un turismo per famiglie dove i bambini possono giocare nel meraviglioso Parco della Fantasia di Gianni Rodari.
Sul lago, ad esempio c’è una meravigliosa installazione dedicata alla canzone “Ci vuole un fiore”: ogni angolo parla del grande Gianni!

Quali sono i turisti che mirano a Omegna?
Sicuramente chi vuole fare sport e attività fisica; chi vuole leggersi un bel libro in riva al lago con un panorama meraviglioso, oppure un bambino che vuole giocare in un posto da favola, dove è possibile perdersi nella favola di Alice cascherina o nel magico racconto di C’era due volte il Barone Lamberto.

Quali sono le caratteristiche che rodarianizzano Omegna?
Omegna si rispecchia e si ritrova molto nei racconti di Rodari: dall’isola al fiume che va in su. E’ una città creativa, inventiva e con tante idee. Sin dalla metà dell’Ottocento i suoi abitanti si sono sempre inventati “di tutto e di più”, arrivando ovunque, in tutto il mondo.

Porto turistico del centro cittadino r Canale Nigoglia r

Che rapporto hai con i tuoi cittadini?
Ci amiamo.

Il lago d’Orta unisce più località rodariane: sono in dialogo tra loro?
Oggi più che mai vale la regola dell’unione che fa la forza.

Quali sono gli eventi clou durante l’anno?
Ci sono tante manifestazioni, tutte speciali: ma non è solo l’evento in se, anche perché, un festival jazz lo puoi trovare anche in un’altra località, così come una rassegna teatrale. Sono gli elementi del territorio, quelli caratterizzanti che abbelliscono e rendono unica la città: il golfo, le installazioni luminose, i vicoli e tutto ciò che lascia la gente a bocca aperta, facendola sognare e meravigliare.

Da uomo di spettacolo, come sei arrivato a fare l’assessore?
Sono un appassionato di storia locale e quindi sono sempre stato molto curioso; questa voce, forse, è arrivata al mio sindaco, che, incuriosita dal mio modo di pensare e agire (molto teatrale), mi ha chiesto di rendere emotiva la nostra città, facendola diventare più incantevole da quella prospettiva: è quello che sto cercando di fare…e spero di riuscirci!

Qual è stata la tua prima azione da assessore?
Godermi un Natale pieno di luci meravigliose: ho fatto dimenticare le luminarie classiche per installare delle sfere luminose sull’acqua.

Cosa chiedi a Omegna?
A Omegna chiedo di aiutarmi, rendendola assieme ai cittadini più bella. Una città con meno delinquenza e con più voglia di viverla. Chiedo di abbellirla: ci aiutiamo a pulirla nel concreto. Ho chiesto di abbellire la scuola e alcuni angoli della città; abbiamo creato una città più fiorita e più verde. Ho chiesto di sensibilizzare i ragazzi con progetti di educazione civica e di arredo urbano al naturale….per trasformarla in una città verde.

Il tuo rapporto con i colleghi amministratori?
Siamo un team molto giovane e molto intraprendente: mi danno molta fiducia, considerato che li porto spesso su strade alternative. Scendiamo dalle cattedre e lavoriamo sul campo.

A Omegna cosa si mangia?
In un lago riconosciuto peraltro per essere uno dei più puliti d’Europa si trova un pesce squisito. Si mangiano, poi,  due tipi di dolcetti: le famose Imperialine, gustosissimi biscotti al cioccolato, e la torta di pane, fatta con gli avanzi che venivano raccolti a fine giornata e messi in un vassoio e portati nel forno pubblico della città.

Non si può andare via da Omegna senza….
Senza farsi una passeggiata sulla Nigoglia, un torrente che va insù, verso nord. Dicono gli omegnesi: “La Nigoeuja la va in su; e la legg la fèm nu!” – traduzione: La Nigloglia va all’insù…e la legge la facciamo noi.

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