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IL PERSONAGGIO. ELISABETTA SGARBI «MILANO? BELLA E INTERNAZIONALE …MA POCO CONTEMPLATIVA»

A cura di Stefano De Angelis

tratto da Milano 24orenews - luglio 2015

Elisabetta SgarbiL’ultima sua mossa è il film “Per soli uomini” girato interamente sul delta del Po e in programma a Milano presso il cinema Mexico. Ma per l’instancabile e complessa Elisabetta Sgarbi, nata nella stessa terra di De Pisis, Savonarola e Antonioni, ideatrice de La Milanesiana nonché direttore editoriale della Bompiani, l’importante è stare un passo in più avanti al tempo. Solo così si può capire e raccontare un a delle figure d’eccellenza più toste e presenti della nostra cultura, che non si esaurisce mai, sempre a rovistare nella borsa e più di Mary Poppins aver la capacità di trasformare in realtà gran parte dei progetti nei quali crede e si dedica pienamente. Pretende il massimo da tutto e da tutti perché lei per prima non si tira mai indietro. Sedici anni fa ha dato vita alla prima della Milanesiana, che negli anni si è rivelata un vero e proprio “laboratorio di eccellenze” nel campo letterario, musicale, cinematografico, artistico, scientifico e filosofico. Un progetto interdisciplinare straordinario che ogni anno si rinnova offrendo spunti e riflessioni continue.

Ammiratori tanti, detrattori forse di più. Eppure la Milanesiana che lo si voglia o no è uno dei punti fermi della vita culturale milanese e italiana. Come si fa a trovare sempre nuovi stimoli per andare avanti e creare cultura nonostante tutto?
Io non la vedo così. La Milanesiana c'è e gli stimoli non vanno trovati fuori, nel numero dei detrattori o degli ammiratori. A ragionare così si fa la fine del funambolo di Genet. La ragione di quello che si fa è in quello che si fa, credo, non nel plauso o meno degli altri.
La Milanesiana negli anni ha abbracciato ogni disciplina artistica e culturale, ha azzerato le distanze tra centro e periferia, e da Milano ha raggiunto Torino come fissa destinazione del suo viaggio. Come se la immagina la Milanesiana del futuro?
Immagino una Milanesiana come è, e sempre meglio. Non amo vivere il futuro a detrimento di quello che c'è. Vorrei che quello che è presente, ora, si potenziasse, approfondisse. Sogno una Milanesiana all'altezza di quello che è, capace di rispecchiare il desiderio di conoscenza che è naturale nell'essere umano. In questo senso dovrebbe essere una Milanesiana infinita, totale, non circoscrivibile in una o più discipline o luoghi. Andrei a Lubiana, con la Milanesiana, per esempio, e includerei la botanica.
Tre autori che vorrebbe portare alla Milanesiana?
L'impossibile. Riportare Paolo Terni, Carmelo Bene, Giovanni Reale, Luciano Emmer.
Lo scrittore al quale si sente più legata?
Parlando di Milanesiana, Umberto Eco, Franco Battiato, Soyinka, Coetzee sono tra gli artisti che meglio sono entrati nello spirito del festival, che meglio lo hanno inteso e interpretato.
L'ultimo libro che ha letto?
Non c'è mai un ultimo libro, ci sono quantità di libri, riviste, manoscritti, bozze, estratti, proposal che si accavallano sui miei tavoli di casa e di casa editrice.
Da piccola cosa sognava di diventare?
Leggevo molta poesia, sognavo cose indistinte e non di diventare qualcosa o qualcuno. Poi ho studiato farmacia, poi ho seguito tutte altre strade. Quello che ho fatto, l'ho fatto sempre con passione ma anche con un senso di inquietudine.
In una recente intervista ha dichiarato che sua madre è la sua anima cittadina. Ma Elisabetta Sgarbi come vive la città?
Milano è la città in cui vivo e lavoro. E tutto quello che faccio posso farlo solo in una città come Milano, veloce, dinamica, piccola ma grande e internazionale. Mi piacerebbe, tuttavia, che Milano coltivasse di più il suo valore estetico, intendendo per estetico la dimensione del bello, contemplativa.
Milano ha ospitato diversi eventi legati alla lettura, ultimo dei quali il BiblioPride. E la Milanesiana negli ultimi anni ha fortunatamente "contaminato" anche le biblioteche. Che ruolo hanno le biblioteche nella crescita di una persona?

Le biblioteche sono il tassello di un sistema culturale. Devono funzionare. La biblioteca non solo può essere un luogo dove poter leggere e fare ricerca, ma un luogo dove poter creare scambio culturale. Soprattutto in un contesto dove le librerie hanno una rotazione dell'offerta sempre più rapida e in cui l'editoria fa sempre più fatica a trattenere il passato, anche quello più recente. Poi, ovviamente, ci sono biblioteche e biblioteche.
Infine arriviamo in cucina. Quale il suo piatto preferito? E il dolce?
Le soglioline dell'Adriatico, fritte o alla griglia. La granita di mandorla, vera.
Ancora una domanda sulla Milanesiana di quest'anno. Quale la sua ossessione più ricorrente?
Arrivare prima del tempo.

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