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OLIO EXTRAVERGINE MONINI: UN'ECCELLENZA ITALIANA APPREZZATA IN TUTTO IL MONDO

Come produrre da 95 anni un olio extravergine

di qualità costante nel tempo

ed esportarlo nel mondo

Il "caso" Monini 

Dal Giappone alla Thailandia dagli Stati Uniti alla Russia i buyer riuniti alla Convention Monini di Milano r

L’Italia, seguita da Spagna e Stati Uniti, è il primo Paese consumatore di olio d’oliva, oltre a essere universalmente riconosciuto come detentore di un’eccellente tradizione olearia; eppure molti marchi italiani di grande nome appartengono, ormai da tempo, a multinazionali straniere. Il principale brand sempre rimasto di proprietà italiana è Monini, che fa capo all'azienda omonima con sede a Spoleto. A saldo controllo familiare fin dalla nascita, 95 anni fa, è oggi guidata dalla terza generazione, i fratelli Zefferino e Maria Flora Monini, nipoti del fondatore.

Maria Flora Monini fa assaggiare al mondo dei buyer riuniti a Milano per la convention Monini lExtraVergine Monini Bios r"L'80% del mercato interno è rappresentato da olio extravergine, solo il 18% è olio d’oliva, il restante 2% olio di sansa.  L'Italia deve necessariamente puntare sull'alta qualità dell'olio extravergine cheproduce ed esportarla nel mondo per rappresentare il “saper fare italiano”, visto che la sfida dei volumi produttivi è ormai appannaggio di altri paesi”. Questa la strategia per assicurare futuro al comparto, secondo Zefferino Monini, Presidente e AD, che la presenta davanti a una platea di più di 30 buyer esteri provenienti da Giappone, Thailandia, Russia, Stati Uniti e Iran riuniti a Milano dall'azienda spoletina per un'immersione in Expo prima dell'appuntamento di Anuga.

Maria Flora e Zefferino Monini presso la Terrazza Aperol dopo lincontro con i buyer esteri r

"Il difficile non è fare un buon olio extravergine, - continua Monini - difficile è farlo, garantendo un livello di qualità alto e costante nel tempo e alle latitudini più diverse"

Un dato per tutti: delle 14,5 milioni di bottiglie prodotte annualmente di Classico Monini - il più venduto nella GDO italiana - circa un terzo, quasi 5 milioni, raggiungono i mercati esteri, dove il favore dei consumatori e analisi indipendenti confermano il requisito: qualità alta e costante, dalla sede spoletina ai punti vendita.

La più autorevole rivista consumerista italiana ha di recente designato il Classico Monini ai primissimi posti in classifica tra tutti gli extravergine analizzati, assegnando la palma di migliore a un altro prodotto dell’azienda: l’Extra Vergine d’oliva Monini Bios da Agricoltura Biologica. Ma è sul risultato del Classico che l’AD pone l’accento, ricordando che “produrre più di 14 milioni di litri di Olio Extra Vergine d’oliva di qualità medio alta, senza difetti e utilizzabile in tutti i modi (a crudo, cotto e per friggere) è un valore importante ed è ciò che differenzia Monini dagli altri competitor”.

La storia aziendale di famiglia all'origine di questi risultati che i fratelli Monini riassumono in una ricetta fatta di competenze e valori etici da difendere e riportare al centro della produzione di olio EVO: passionerispettocoerenza e responsabilità.

Oltre a queste quattro caratteristiche imprescindibili, il Presidente Monini ha voluto anche inviare due messaggi molto importanti per il settore dell’olivicoltura: la necessità di più regole, chiare e condivise, fondamentali per la difesa del prodotto, del Made in Italy e del consumatore stesso. Insieme a un segnale preciso alla distribuzione: un prodotto come l’olio extravergine, di cui si sottolinea ogni giorno di più le valenze nutrizionali, oltre che di gusto e salutistiche, meriterebbe un trattamento a scaffale che da un lato “educhi” il consumatore a conoscerlo e a sceglierlo sempre meglio. E, dall’altro, ne insegni, con l’esempio, il giusto modo di usarlo e preservarlo. Difendendolo in primis dalle luci accecanti dei punti vendita, ma anche dall’aberrante sistema delle promozioni selvagge.

13 ottobre 2015

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