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GIULIANO PISAPIA “L’orgoglio di una grande metropoli che funziona”

 

Pisapia Sala Giunta

Abbiamo incontrato il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, nel giorno di chiusura di Expo 2015 per sapere da lui come la Milano ha superato la prova molto impegnativa di questa edizione dell’Esposizione Universale e quanto abbia influito nella vita e nell’economia milanese lo “straordinario cartellone” di eventi fuori Expo organizzati in ogni luogo della città.

Intervista a cura di Carlo Kauffmann

Sig. Sindaco è calato il sipario su Expo, come è andata?

È stato un successo di Milano e dell’Italia. Oggi possiamo ben dirlo. Milano ha dimostrato al mondo cosa sa fare quando lavora in squadra.

È soddisfatto di come si è comportata la città?

Sì, e lo dico con orgoglio. La città si è presentata al meglio: più elegante, più attrattiva e più internazionale, con quel mix di antico e moderno che la rende così affascinante. Milano ha offerto ai visitatori di Expo e ai turisti un’immagine di grande metropoli che funziona, all’altezza della sfida di Expo 2015, il più lungo e impegnativo grande evento del secondo dopoguerra.

Ci dica le tre cose che secondo lei hanno funzionato meglio

I trasporti: hanno sostenuto il peso di milioni di passeggeri in più. I servizi sono stati all’altezza della domanda di innovazione che arrivava da turisti italiani e stranieri: abbiamo avuto un incremento considerevole dei flussi turistici specie dall’estero con americani, francesi e cinesi in testa alla classifica. E soprattutto la sicurezza, sul sito e in città, grazie al City Commande Center di via Drago, il centro operativo interforze per protezione civile, sicurezza, viabilità e pronto intervento medico che per la città sarà una delle eredità tangibili di Expo.

Lei ha realizzato un sogno: il “Patto dei sindaci” firmato a Milano da 110 sindaci del mondo. È un punto di arrivo o di partenza per lavorare su di un nuovo modello di sviluppo alimentare?

In realtà siamo arrivati a 116 grandi città internazionali in rappresentanza di oltre 400 milioni di cittadini. Insieme abbiamo firmato il “Milan Urban Food Policy Pact, un impegno politico ma anche proposte di azioni concrete per il diritto al cibo sano per tutti, la lotta agli sprechi, la tutela della biodiversità e dell’agricoltura di prossimità. È stato emozionante per me accogliere Sindaci e delegati in arrivo dai cinque continenti. Bellissimo firmare insieme il Patto nella maestosa Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, seduto tra il Sindaco di Mosca Serghei Sobyanin e la nuova prima cittadina di Barcellona Ada Colau. Ed emozionante, il giorno dopo, è stato consegnare il Patto nelle mani del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Una tappa importante di un cammino che continueremo a fare insieme ad altre metropoli anche italiane, lavorando in rete e scambiandoci le pratiche migliori. Non ci fermiamo. Abbiamo già progettato un Summit dei Sindaci periodico per controllare i progressi fatti e un premio per la best practice dell’anno. In gioco c’è la costruzione di città più sostenibili e più giuste.

Milano è cambiata per Expo, la nuova Darsena, i grattacieli, il nuovo mercato di Porta Genova, lo stupendo restauro della Galleria solo per citare alcune opere fatte. Le piace questa nuova città?

Mi affascina e ne sono sempre più innamorato. Mi piace soprattutto l’aria nuova che si respira in città, sotto i grattacieli di Piazza Gae Aulenti come nei vecchi quartieri del centro e delle periferie. Il ritrovato orgoglio dei milanesi, la loro reazione corale all’oltraggio della violenza Black block nel giorno dell’inaugurazione di Expo. La loro solidarietà spontanea verso le decine di migliaia di persone che sono arrivate a Milano per fuggire dalla guerra e dalla fame.

Milano ha accolto centinaia di eventi “fuori Expo” e un numero eccezionale di mostre di grande qualità. Soddisfatto dei risultati?

Più che soddisfatto di “Expo in Città”. Comune e Camera di Commercio hanno dato vita a un’inedita cabina di regia che ha coordinato oltre 45 mila eventi, culturali, scientifici e sportivi. La città ne è stata animata di giorno e di notte. 11 milioni di persone, milanesi e turisti, hanno voluto partecipare nei musei vecchi e nuovi, nei parchi, in luoghi privati. Sarà un modello per le Expo del futuro. Il 1° novembre abbiamo festeggiato al MUDEC, il nuovo Museo delle Culture, la festa di chiusura di “Expo in Città”. La lunga coda per entrare a vedere le mostre, a partire da Gauguin, parla da sola quanto a indice di gradimento. Ma anche qui non ci si ferma. “Expo in Città” continuerà, e darà il meglio di sé in occasione del prossimo grande appuntamento: la Triennale internazionale del Design e dell’Architettura. Altri sei mesi in cui il mondo arriverà nella nostra bella Milano.

Grazie, Signor Sindaco

da: italiadagustare - novembre 2015

Cover IDG Novembre 2015

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