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VICTOR TOGLIANI: FANTASIE IN PUNTA DI MATITA

VICTOR TOGLIANI Ph Nick Zonna 2014 2“La mia immagine per la Milano dell’Expo? Posizionerei dei razzi interstellari sotto il Duomo per farlo decollare, antica astronave che porta Milano nel futuro”

(Victor Togliani)

Pittore, scultore, scenografo, costumista, musicista, illustratore malato di fumetti di fantascienza, costruttore di astronavi, “seguace” di Stanley Kubrick… Victor Togliani è questo e molto altro ancora, ma prima di tutto figlio d’arte: un nonno marmista e scultore e il padre Mario pittore geniale, che diede il nome allo storico locale “Giamaica” di via Brera a Milano, che tra gli anni ’50 e ‘60 era il rifugio di intellettuali, giornalisti, artisti. L'amore per l'arte come eredità e una passione sfrenata per gli universi che non esistono: Viaggiatore che non viaggia, poiché ogni realtà è meno intensa e affascinante del sogno di quella realtà, del suo desiderio. «Per anni – spiega Victor Togliani - mi sono dedicato alle illustrazioni pubblicitarie, sono stato dunque nello stretto "presente" ma poi mi sono svincolato. Amavo già la fantascienza e i lavori che offrivano questa contaminazione. Così ho continuato su quella strada». Classe 1951) l’artista vive e lavora a Milano, con la moglie Paola e la figlia Biancanives, in una casa-atelier che è molto più simile a un set di Cinecittà: vi puoi trovare un’astronave che pende dal soffitto realizzata con i pezzi di due televisori e una miriade di modelli di armi spaziali, mini robot e oggetti di scena o il plastico di una visionaria città alla Blade Runner. Ama moltissimo Milano, ma Victor ha nel cuore anche un’altra città: Mantova. Colpa delle radici: suo padre, mantovano, comprò negli anni ‘60 una casetta in uno dei vecchi vicoli di Mantova. «Tutte le estati, da ragazzo, mi ritrovavo a passare molto tempo in città - racconta - e me ne sono innamorato. Conservo ancora quella casa, nel centro storico. E anche un bel pò di amici».

UN MUSEO PER L’AUTO DI NIRVANA

copertina Funzioni non Verbali VICTOR TOGLIANITogliani ci conduce dietro le quinte di una vita dominata dalla curiosità e dal bisogno di sfide sempre nuove con la matita in mano: dalla realizzazione di importanti copertine di libri di fantascienza, fantasy e thriller per Mondadori, a quelle di album per Ricordi e Baby Records (da Elton John a Benny Goodman), dalle campagne pubblicitarie ai videoclip per “Rondò Veneziano” e alla collaborazione con Gabriele Salvatores - per il quale ha realizzato i veicoli, le armi e gli oggetti di scena nel celebre film Nirvana (1997) -sino alle scenografie del cartoon Aida degli alberi di Guido Manuli, che molti ritengono abbia ispirato il kolossal americano Avatar di James Cameron, viste le innumerevoli coincidenze. «Quando finimmo le riprese del film Nirvana – ricorda Togliani - proposi alla troupe tecnica di fare una mostra sul film, ma non mi diedero ascolto. Poi arrivò un giornalista che mi chiese di fare una mostra al Castello Sforzesco: portammo nella loggetta tutte le automobili e nel sotterraneo i bozzetti, gli oggetti e altri materiali di scena». A grande richiesta, seguirono tappe in altre città (Lucca, Ferrara…).

VICTOR TOGLIANI 2«Le auto erano state create con materiali deperibili per durare qualche ora, il tempo delle riprese… invece andarono in giro per quasi 3 anni. Avevano bisogno di essere protette, con dei capannoni, ma alla fine ho dovuto demolirle». Tutte tranne una. Alcuni materiali di Nirvana, infatti, erano stati donati dallo stesso Togliani al Museo Nazionale del Cinema nel 2000: l’auto di Solo (il personaggio interpretato da Diego Abatantuono) e la stazione di rifornimento. L’auto, ideata da Victor a partire dallo chassis del maggiolino della Volkswagen, ha il futuribile motore, collocato sul retro della vettura, ed è costituito da televisori, ventole e computer. È una vettura piccola e buffa, e si inserisce di diritto nella tradizione delle funny-car che hanno caratterizzato la storia del cinema. Grazie ad un accordo di collaborazione siglato con il Museo Nazionale del Cinema, il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” ha esposto i materiali del fantascientifico film, restaurati per l’occasione, a partire dallo scorso 28 dicembre.

IN VIAGGIO SENZA VIAGGIARE

Per Victor Togliani, i mondi da inventare sono infiniti. Armato di matita e pc ha attraversato i secoli senza temere le insidie di entità aliene o mostri preistorici. Ha creato città avveniristiche e dato forma a universi paralleli. Negli anni le tecniche sono cambiate. «Un tempo facevo i disegni iperrealistici con l'aerografo. Adesso, per descrivere in poche parole il mio lavoro, direi che elaboro immagini fotografiche con il computer, partendo da un tema predefinito. Il concetto si è ribaltato. Prima facevo sembrare un disegno una fotografia mentre ora è l'immagine che appare straordinariamente simile al disegno. Il pc è un importante strumento, comunque è la mente che crea».

Alessandro Trani

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