ludopatia gioco azzardo
Ludopatia Gioco Azzardo

“Anche stamattina un nuovo Convegno sul Gioco d’azzardo: la location è significativa, in piazza Montecitorio, ma non a Montecitorio. Come dire: vicini ma non troppo. Lo promuove AGCAI, l’Associazione di gestori e costruttori di apparecchi da intrattenimento ed ha un titolo accattivante: Stop all’Azzardo, analisi e proposte per un gioco responsabile. Bisogna dire che in questi ultimi anni la sensibilità di quanti si occupano di gioco d’azzardo, a molteplici livelli, è cresciuta notevolmente, almeno nella sua interfaccia pubblica, nella qualità della comunicazione con i potenziali utenti. A conti fatti, però, quella che non è cresciuta in modo adeguato è la sensibilità istituzionale verso il gioco d’azzardo. Nettamente prevalente resta l’ottica del MEF, che considera l’azzardo una sorta di bancomat, a cui attingere per le più diverse necessità della fiscalità generale”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, di Area popolare.“L’azzardo, le sue dinamiche legali e illegali, il gettito che se ne ricava, la fantasia con cui vengono proposti continuamente nuovi giochi, tutto fa notizia e si converte velocemente in una operazione di marketing per incoraggiare le persone a giocare di più, a sperimentare nuovi giochi, a tentare la fortuna. Restano sistematicamente sullo sfondo le domande che mettono a fuoco i problemi sociali e culturali, l’impoverimento delle famiglie, la perdita di coesione familiare, la pluri-dipendenza dall’alcol, dal fumo, da alcune droghe; la perdita di tempo e di lavoro; la microcriminalità dei piccoli furti, che a volte sembrano diventare indispensabili per poter continuare a giocare e a sognare. Ciò che non fa notizia, che non interessa la stampa, a meno che non si tratti di genitori che dimenticano il figlio in macchina per andare a giocare, è l’emorragia quotidiana, sistematica, con cui i giocatori perdono soldi e dignità, ed entrano in un loop pericolosissimo di usura, di perdita di lavoro e di sfascio progressivo della famiglia. Mai sentito il governo intervenire su questo punto in questa chiave. Ci sono voluti molti morti, perché lo Stato mettesse a fuoco il rapporto acciaio-salute; amianto-salute; terra dei fuochi-salute. La salute è sempre rimasto un bene residuale rispetto alle dinamiche produttive, alle logiche economiche. E con l’azzardo sta accadendo la stessa cosa: il più distratto, il più indifferente, solo apparentemente, è il governo, che si ostina a non voler vedere quanto il gioco nuoccia gravemente alla salute, quanto sia contraddittorio proporre un gioco responsabile in un contesto culturale in cui si incentiva la dipendenza dalle droghe, a cominciare dalla cannabis”. “E il MEF continua a farla da padrone, finchè i giocatori affetti da GAP non tenteranno una gigantesca class action, per ottenere la salute che gli è stata rubata al tavolo da gioco, da qualcuno che barava tra promesse e tristi conseguenze”, conclude Binetti. (Fidest)