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A proposito di Roma Olimpiadi 2024

Olimpiadi-2024

Roma Olimpiadi 2024«Quello che arriva da Rio de Janeiro, al di là del fascino per le imprese sportive dei singoli atleti, è un messaggio chiarissimo sui rischi che comporta l’organizzazione delle Olimpiadi per un Paese in fase di stagnazione o recessione economica. Non solo i Giochi costeranno alla fine circa 12 miliardi di euro, vale a dire più del doppio della cifra inizialmente preventivata, ma il Governo brasiliano, già fiaccato da un -3,8% di Pil nel 2015, dovrà fronteggiare ulteriori criticità: dal flop dei quasi due milioni di biglietti invenduti (l’incasso dei tagliandi doveva coprire quasi il 20% dei costi iniziali), alla riconversione di buona parte delle infrastrutture costruite per l’occasione (su tutte il villaggio olimpico), alla copertura dei debiti contratti per l’altra grande manifestazione organizzata di recente dal Paese, i Mondiali di calcio del 2014.
Candidature avanzate quando il Brasile aveva un’economia in crescita e che ora, in una congiuntura drammaticamente di segno opposto, rischiano di innescare un irreparabile effetto Grecia. Con tali premesse, è necessario che la Giunta guidata da Virginia Raggi prenda al più presto una posizione definitiva sulla candidatura di Roma all’organizzazione delle Olimpiadi del 2024: si lascino perdere i referendum popolari e, come fece il Governo di Mario Monti, siano politici e tecnici ad assumersi la responsabilità della scelta sulla base di numeri ed evidenze di studio». Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «Per Roma si è parlato a più riprese di una candidatura low cost di poco più di 5 miliardi di euro – spiega Simoncini –, una cifra che non sta in piedi se guardiamo alle edizioni recenti dei Giochi: per Atene si è arrivati a quasi 15 miliardi, a Londra non si è scesi sotto i 12, senza scomodare i 35 miliardi delle ‘Olimpiadi di Stato’ di Pechino. Una differenza troppo netta per non apparire sospetta, considerando anche che in occasioni recenti come i Mondiali di calcio del 1990 o quelli di nuoto del 2009 il nostro Paese non ha certo fornito esempi virtuosi di contenimento della spesa.

Tra un anno sarà effettuata la scelta della sede dei Giochi del 2024 e non si può prolungare ulteriormente l’incertezza: chi è stato eletto per guidare Roma deve uscire allo scoperto e pronunciarsi definitivamente pro o contro la candidatura. Se si sceglie di mollare la presa, lo si faccia subito e si spenga una macchina che sta già consumando risorse. Se si decide di proseguire l’avventura, si inizi a entrare nel dettaglio del progetto, cosa che finora non è avvenuta. Innanzitutto chiarendo come verranno riutilizzati gli impianti dopo le eventuali Olimpiadi per scongiurare quanto accaduto dopo Torino 2006: basti pensare allo stato di abbandono in cui versano ad esempio il villaggio olimpico, la pista di bob di Cesana o i trampolini di Pragelato. La destinazione delle strutture deve essere chiara fin da subito, decisa con procedure trasparenti e monitorata nel tempo: ciò che viene fatto per i Giochi deve diventare un valore aggiunto permanente a beneficio della collettività. Un ruolo chiave lo avrà anche il fronte trasportistico, soprattutto considerando che nessuno dei tre poli principali che dovrebbero ospitare le gare è attualmente raggiunto dalla Metropolitana: per il Foro Italico non si può prescindere dalla chiusura dell’anello ferroviario, attesa ormai da decenni; per Tor Vergata bisognerà scegliere tra il prolungamento della linea A o della C, con tutte le incognite del caso su tempistiche e costi; la Fiera di Roma si trova sulla direttrice della ferrovia che serve l’aeroporto e che vanta già un carico notevole di viaggiatori. Da chiarire anche la situazione di Colosseo e Fori Imperiali, che nel 2024, almeno secondo i progetti iniziali, dovrebbero essere interessati dai lavori per il prolungamento della Metro C verso la parte nord della città». (Fidest)

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