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Cyberbullismo: inizia alla Camera il dibattito sul disegno di legge sulle Disposizioni a tutela dei minori

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montecitorio“Inizia alla Camera il dibattito sul disegno di legge sulle Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo: tutto sommato è un buon disegno di legge che potrà migliorare ulteriormente se verranno accolti alcuni emendamenti che ne semplificano la struttura e accentuano gli aspetti della prevenzione e della formazione nei confronti di tutti i protagonisti: genitori, docenti e studenti… Ma formazione e prevenzione non possono essere ancorate solo all’aspetto centrale del rispetto della persona, della solidarietà tra coetanei, e della continua scoperta di quel particolare valore che è l’accoglienza della fragilità e la valorizzazione della diversità. C’è qualcosa di più che va fatto in questo caso: occorre sollecitare i giovani a rendersi conto dell’enorme potere della tecnologia, soprattutto delle nuove tecnologie informatiche. Un potere che amplifica a dismisura quel che si dice, connotando in modo del tutto particolare quel che si dice. Lavorare con i giovani alla prevenzione significa far capire in profondità teorie e tecniche della comunicazione e quindi portare la formazione ad un livello molto più alto di quanto non possa far prevedere il semplice consiglio o l’ammonizione nella stanza del preside”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Lavorare sulla potenza mediatica di mezzi come le chat, twitter, facebook, instagram, ecc. può diventare una modalità di formazione-informazione che rinnova la scuola più di quanto non si preveda in un primo momento. Ma per farlo occorre che genitori e docenti si mettano in discussione – prosegue Binetti -, cerchino modalità concrete per mostrare cosa accade quando i confini tra mondo virtuale e mondo reale si assottigliano. Il rischio è che siano figli e alunni ad insegnare loro come si usano questi mezzi e che effetti possano avere. Per questo l’aggiornamento tecnologico non è estraneo alla riscoperta di un codice di valori etici da declinare anche quando si lavora sul web. Ma può aiutarli anche a capire come siano gonfiati certi sondaggi che avvengono solo via web; rendersi conto della sostanziale fragilità dei dati che il web molto spesso offre, dovrebbe aiutarli a recuperare non solo senso critico ma anche un sano realismo. Questa è la sfida che una scuola moderna deve poter affrontare per sviluppare la sua dimensione tecno-scientifica, senza però rinunciare alla nostra tradizione umanistica. Oggi per mettere la persona al centro – conclude Binetti – bisogna saper maneggiare tutte le tecnologie disponibili”.

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