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"MADAMA BUTTERFLY": IL RISCATTO ALLA SCALA CENTODODICI ANNI DOPO

01Più di 13 minuti di applausi hanno coronato il capolavoro di Giacomo Puccini - Madama Butterfy - diretta in modo egregio dal M° Riccardo Chailly alla Prima della Scala il 7 dicembre, con la regia di Alvis Hermanis. L’opera ha dato il via al programma della nuova stagione lirica del teatro che tutto il mondo ci invidia.  Dalle gallerie una pioggia di fiori, una vera ovazione per il Maestro Riccardo Chailly e, super acclamata la soprano Maria José Siri, Cio-Cio-San, applaudita a scena aperta dopo l’aria “Un bel dì vedremo”, grandi applausi per il regista Alvis Hermanis e tutto il suo staff, il tenore Bryan Hymel, la giovane mezzosoprano Annalisa Stroppa (Suzuki), lo Sharpless di Carlos Alvarez, Bruno Casoni, maestro del coro. Il Sovrintendente alla Scala Alexander Pereira ha letto un messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella che, costretto da impegni istituzionali, si è detto rammaricato di non poter essere presente.

TEATRO ALLA SCALA

Photo Gallery ©

 

Un bel riscatto per la versione originale del 17 febbraio 1904 di “Madama Buttefly” di Giacomo Puccini, che alla prima ottenne boati di fischi e grida”. Il direttore Riccardo Chailly, proseguendo con quest’opera nelle sue letture critiche di Puccini, ha anticipato da tempo che l’originale versione a suo parere avrebbe guadagnato molte pagine di buona musica, che il finale risulta in tal modo assai più drammatico, e che il pubblico deve ancora abituarsi a questo Puccini così moderno: e in ciò ha trovato un accordo pieno col rodatissimo regista lettone Alvis Hermanis. Una voce che ha saputo dare sconfinate emozioni quella dell’uruguayana Maria Josè Siri, soprano lirico drammatico. Lodi all’interpretazione di Annalisa Stroppa nel ruolo di Suzuki, specie nel finale, che le creature-ombra della prossima morte di Cio-Cio-San allungano, invadendo lentamente la scena e rendendola bianca come lei, coperta della veste da sposa. Bellissimo in conclusione l’intero spettacolo, cui è stato dato sino in fondo il rispetto che si deve ad un’opera d’arte. Ad esso, che il soprintendente Pereira ha seguito con apprensione senza fine. Una piccola curiosità dal Palco Reale - accanto al sindaco di Milano Giuseppe Sala, al Presidente della Regione Roberto Maroni, all'Assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini, al Vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, al presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo e al prefetto Alessandro Marangoni - hanno trovato posto quattro abitanti delle zone terremotate, che hanno ricevuto in regalo dal Comune di Milano proprio i biglietti destinati ai rappresentanti governativi. Gli altri biglietti riservati a Palazzo Marino, invece, sono stati venduti per raccogliere fondi da destinare a progetti di solidarietà.

Sul red carpet della Prima tanta bellezza, eleganza e tocchi di classe (talvolta anche tutti insieme), VIP, personalità e personaggi d’eccezione con look ispirati all'opera. La più ammirata è stata Yoriko, moglie dell'ambasciatore del Giappone Kazuyoshi Umemotoal. Tra gli altri presenti anche l’ex Re di Spagna Juan Carlos, l’étoille Roberto Bolle, Carla Fracci, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’ex lady Expo Diana Bracco, il giornalista Alfonso Signorini, Cristina Parodi, lo chef Carlo Cracco,  l’ex premier Mario Monti e Corrado Passera, con le rispettive signore. Tra le più eleganti ladies dell’alta classe milanese, la Presidente degli Amici della lirica Daniela Javarone sfoggiava un sofisticato abito blu zaffiro realizzato dalla Sartoria Angela Alta Moda. 

Una città che fa cultura raccoglie applausi anche in giro per la città, soprattutto in Galleria Vittorio Emanuele, dove la Prima è arrivata grazie ai maxischermi voluti dall’iniziativa “Prima diffusa”. Un tripudio anche nel carcere milanese di San Vittore, dove lo spettacolo è stato proiettato in diretta nel cortile interno del penitenziario, davanti a un gruppo di detenuti che hanno partecipato all'iniziativa - proposta anche nel carcere di Bollate   insieme al'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia e al primo presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio.

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