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RISPARMIARE O INVESTIRE OGGI?

COME EVITARE ERRORI E DORMIRE SONNI TRANQUILLI?

Dr. Roberto Borra“Risparmiare o investire oggi?” “Dove e come conviene investire?” “Il mattone è ancora un valido investimento?” “Come si possono evitare gli errori che ci fanno perdere denaro?”. Sono alcune delle domande che attanagliano oggi più che mai uomini di affari, grandi, medi e piccoli imprenditori ma anche i piccoli risparmiatori. Ne parliamo con il Dott. Roberto Borra, Divisional Manager - Consulenti Finanziari Fideuram: lo abbiamo incontrato nei panoramici uffici all’8° piano del Palazzo Fideuram in Piazza Erculea 9 a Milano, trasformato in Galleria in occasione di uno degli eventi che Fideuram dedica all’Arte. Cremonese, classe 1954, Borra è responsabile dell’operato di oltre 200 Private Banker, sempre alle prese con la sfida di ottenere il massimo dalla sua squadra ma con l’impegno di fornire ai singoli tutti i mezzi per operare con successo. Insomma, potremmo dire, un ottimo “coach”!

Intervista a cura di Dario Bordet

Nel 2016 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking ha registrato 786 milioni di profitti consolidati (+5%) e una raccolta netta di 8,5 miliardi (+8% rispetto alla già eccellente performance del 2015).

Il Gruppo Fideuram ha chiuso il 2016 sui massimi storici, in termini di raccolta e di profitti. Qual è la vostra forza?

Innanzi tutto la nostra storia, abbiamo più di 50 anni e nel tempo ci siamo fatti conoscere per la nostra serietà professionale, per la nostra capacità di comprendere i bisogni della clientela, in particolar modo della clientela ‘Private’ e, anno dopo anno, siamo cresciuti. Grazie anche alla fusione di quasi due anni fa, oggi il Gruppo Fideuram è la prima realtà in Italia, con una forte presenza anchein Europa.

Qual è la vostra mission?

La nostra Mission da sempre vede al centro il rispetto del risparmiatore, che vogliamo accompagnare nei suoi obiettivi d’investimento. Oltre a questo, crediamo nella trasparenza nei prodotti e nei costi, in linea con l’imminente avvio della MIFID II, che sarà operativa dall’anno prossimo e che ci vede già adeguati nelle procedure interne.

Risparmiare o investire… In tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo, cosa suggerite agli Italiani?

Be’, per i grossi investitori in primo luogo dobbiamo muoverci in base al profilo di rischio di ciascun cliente, lavorare in funzione dei suoi obiettivi, attraverso una pianificazione finanziaria adeguata, in modo da raggiungerli nei tempi prestabiliti. Per i risparmiatori lavoriamo su obiettivi più conservativi perché, ad esempio, per quanto riguarda il welfare in Italia, sappiamo che le aspettative per il futuro pensionistico sono piuttosto magre: pertanto è fondamentale avvicinare la famiglia e il piccolo risparmiatore verso scelte oculate per il futuro.

Qual è il vostro approccio nei confronti dei grandi clienti e di quelli minori?

La metodologia è la stessa… sono gli strumenti finanziari che sono diversi, perché l’aspetto fondamentale è il rispetto del profilo del rischio cliente, quindi per un cliente con grossi patrimoni ci saranno degli strumenti finanziari più sofisticati, mentre per il piccolo risparmiatore penseremo a strumenti altrettanto validi, ma più adatti, che lo possono accompagnare in modo adeguato.

Oggi quali Paesi stanno offrendo buone opportunità di investimento?

Innanzi tutto l’Europa, perché sta vivendo un momento cruciale dopo la Brexit. Forse questa uscita della Gran Bretagna saprà offrire opportunità a tutti gli altri Paesi. Io credo che ci siano tante aziende, anche di medie e piccole dimensioni, che possono avere un grande futuro: per cui è il momento di investire anche nei piani individuali di risparmio (PIR) che sono già partiti con successo grazie alla nuova normativa. Sono degli ottimi strumenti di diversificazione, in grado soprattutto di dare alle nostre imprese quelle risorse finanziarie che sono fondamentali per lo sviluppo e la ricerca.

Che dire del mercato Italiano?

Noi siamo i più grandi risparmiatori del mondo dopo il Giappone, ma storicamente la quota di investimento sull’azionario in Italia è sempre stata contenuta. Grazie ai PIR è ora possibile investire il 70% di quote nelle aziende del nostro paese, mantenendo un 30% di diversificazione del rischio, orientandosi verso investimenti in tutto il mondo.

Passiamo al settore immobiliare il detto “il mattone è la forma di investimento più sicuro” è ancora attuale?

Lo era. Oggi l’immobile crea qualche problema, soprattutto perché negli ultimi anni il settore immobiliare è stato penalizzato da imposte crescenti e da una demografia in diminuzione.

Grazie, Dott. Borra, per la disponibilità e la sua cortese ospitalità.

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