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Antonino Cannavacciuolo - Milano 24orenewsLA VIGNA DI LEONARDO

Una storia piena di mistero, ai più sconosciuta, lega Leonardo da Vinci alla città di Milano.

Tutti lo conoscono per il suo genio e le incredibili invenzioni, ma di sicuro in pochi sanno che Leonardo, provenendo da una famiglia di vignaioli, aveva una passione per la produzione del vino.

È la storia di una vigna che nel 1498 Ludovico Maria Sforza detto il Moro, allora Duca di Milano, regalò a Leonardo. Ma facciamo un passo indietro. Ludovico Sforza sognava di trasformare la Basilica di Santa Maria delle Grazie nel sepolcro del proprio casato e volle presso la propria corte Leonardo, che giunse a Milano nel 1482. Nel 1495 il Duca gli diede l’incarico di dipingere un’Ultima Cena nel refettorio della Basilica, e in segno di riconoscimento gli donò la cosiddetta ‘Vigna di Leonardo’. L'intento era quello di far sentire il maestro a ‘casa’ nella città di Milano, dove trascorse 18 anni della sua vita, poiché egli proveniva da una famiglia di vignaioli. Leonardo apprezzò non poco questo dono che, tra l’altro, gli avrebbe consentito di ottenere la tanto agognata cittadinanza milanese, in quanto proprietario di un terreno di circa 8.300 m2 nel cuore della città. Il sogno non si avverò poiché, alcuni mesi dopo, Ludovico Sforza decadde. Nell’inverno del 1500 l’artista lasciò Milano, affittando la vigna al padre del suo allievo prediletto Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai. A seguito della sconfitta degli Sforza, l’autorità francese confiscò nel 1502 la vigna a Leonardo, ma gliela restituì quando, nel 1507, il luogotenente del re di Francia in Italia gli chiese di tornare a Milano per concludere alcune opere. Egli pose infatti come condizione l’annullamento di quella confisca.

vigna di leonardo

 

La vigna, che copriva un’area di circa 8320 metri quadrati, è esistita fino al 1943, quando fu distrutta a causa di un incendio scaturito da un bombardamento. Fortunosamente sopravvissero alcune radici e grazie a un lungo studio filologico, in occasione di Expo 2015, la storica vigna è stata ripiantata nel luogo esatto dove si trovava durante la vita del Maestro. Ma di che tipo di uva si tratta? L’esame del dna delle radici recuperate, a confronto con 277 varietà, ha consentito di colloca il vitigno originale di Leonardo vicino alle Malvasie e nel gruppo delle Malvasie, e con buona probabilità si identifica con la Malvasia di Candia aromatica.

Ludovico il Moro aveva sognato di costruire nel cuore di Milano un quartiere residenziale dove insediare i suoi uomini più fedeli, come gli Atellani - una famiglia di cortigiani sforzeschi - e lo stesso Leonardo.

casa degli atellani milano

La Casa degli Atellani è una rara traccia rimasta di quel sogno. La Vigna di Leonardo si trova di fronte al Cenacolo della Basilica di Santa Maria delle Grazie, nel giardino della Casa degli Atellani. In questo splendido palazzo quattrocentesco suggestioni antiche di scuola del Luini si mescolano con i restauri di Piero Portaluppi, massimo protagonista dell’architettura milanese. In occasione di Expo 2015, la fondazione Portaluppi e il Comune di Milano, con l'aiuto di due istituzioni come l'Università degli Studi di Milano e Confagricoltura - e grazie al contributo di Fondazione Cariplo - hanno deciso di ripiantare la vigna di Leonardo e di riaprire la Casa degli Atellani al pubblico.

La Casa è visitabile tutti i giorni... con le sue sale interne, gli affreschi, i soffitti istoriati, la pregiata mobilia e i tappeti persiani, mentre le porte si aprono al giardino di un verde sorprendente, sul fondo del quale si estende il vitigno appartenuto al genio toscano.

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