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Black hat SEO: una minaccia impercettibile

google bombing

Il mondo del web si espande ogni giorno e sempre più imprese creano una piattaforma online per avere più visibilità. Quello che non sanno è che il loro concorrenti possono attaccarli e distruggere il loro sito in pochi minuti.

Black hat SEO, oppure Google bombing è una tecnica utilizzata per poter far svalutare il sito online di un concorrente da parte di Google. Trendhim, un’impresa danese e-commerce, è stata colpita da questo tipo di attacco. Questo tipo di attacco è quasi invisibile se non si usano strumenti e software adatti per monitorare lo stato della propria attività online. Fortunatamente i proprietari della ditta, avevano nel loro team un esperto SEO che monitorava attentamente l’attività online e che ha scoperto il problema tempestivamente.

I link di Trendhim erano presenti su centinaia di siti poco affidabili o siti porno. Il colpevole di questo attacco non può essere scoperto ma si pensa possa essere stato uno dei concorrenti, che volevano far declassare velocemente il sito di Trendhim. Inizialmente Mikkel, uno dei proprietari ha contattato anche le autorità danesi in quanto questo attacco ha danneggiato la loro attività online e rischiavano una caduta vertiginosa. Purtroppo la risposta ricevuta non fu molto felice ed è stato detto loro che questo tipo di attacco non è di loro competenza e che non si poteva far nulla specialmente se non si sapeva il colpevole. 

google bombing 2

E allora come si combatte un attacco simile?

La prima cosa da fare è assumere un esperto SEO, se non si ha già una persona così nel gruppo.

La seconda cosa da fare è segnalare questo spam a Google utilizzando questo strumento: www.google.com/webmasters/tools/manual-action. Successivamente ci si deve assicurare che il proprio sito non sia stato colpito anche da un hacker, e che la sicurezza del sito non sia stata compromessa in alcun modo.

In seguito si devono trovare i siti non affidabili dove il nostro link è stato inserito. Quest’operazione non è complicata e può essere eseguita con l’aiuto di questi strumenti Ahrefs e Google Search Console. Una volta trovati i link, devono essere inseriti nella lista di Google di link indesiderati - The Disavow Tool.

Come ultima cosa bisogna contattare direttamente i siti che contengono i link al proprio sito e chiedere al proprietario se sarebbe disponibile a rimuovere il link dal proprio sito. Tanti di questi siti sono anche soggetti ad attacchi di hacker.

Trendhim è riuscita a superare questo attacco parzialmente e tutt’oggi il link è presente su alcuni siti porno. Questo tipo di attacco può essere anticipato se si utilizzano con costanza gli strumenti sopra indicati. 

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