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NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO UE 2016/679. NON C’È TEMPO DA PERDERE

Regolamento Privacy UE

“Secondo Gartner  oltre il 50% delle aziende non sarà pienamente conforme ai requisiti entro maggio 2018”

 

Secondo diverse indagini condotte negli ultimi tempi le aziende ad oggi sono indietro e faticano a mettersi al passo con le nuove regole. Da un sondaggio internazionale condotto dalla società di ricerca Vanson Bourne su un campione di 400 CIO (Chief Information Officer), è emerso, poco prima dell’estate,  che il 76% degli intervistati italiani ritiene di essere ben informata sul GDPR e sul suo impatto in relazione alle modalità di gestione dei dati dei clienti. Tuttavia solo il 28% ha in atto un piano completo per garantire la conformità con il Nuovo Regolamento UE, mentre la maggioranza è a rischio di sanzioni per non conformità. Solo il 40% sostiene di poter individuare rapidamente tutti i dati di una persona, come sarà necessario per rispettare il "diritto all’oblio" previsto dal GDPR, mentre il 36% ha ammesso di non poter garantire di riuscire a trovare tutti i dati di un cliente. 

 

 “Al fine di rispettare il GDPR ed evitare ammende per mancata conformità che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% fatturato, le organizzazioni devono migliorare non poco la capacità di controllo dei dati”

 

Le Aziende, fino ad oggi, se la sono sempre cavata con poche conseguenze nel caso di perdita di dati di clienti o dipendenti. Il Nuovo Regolamento imporrà multe salate ai trasgressori e gli importi saranno particolarmente gravosi per le aziende più piccole che notoriamente possono contare su risorse più esigue rispetto alle grandi imprese. Saranno proprio le Pmi a correre i rischi maggiori quando il GDPR sarà pienamente applicabile: le autorità  europee competenti sembrano infatti propense a punire in modo esemplare le aziende che subiranno perdite di dati a partire dal 25 maggio 2018, come monito per tutte le aziende che non si saranno adeguate alla normativa.

 

 “Il 72% di imprese e PA non si sono ancora dotate di un DPO”

 

Il dato emerge da uno studio di Fedeprivacy. Ricordiamo che il Data Protection Officer è la nuova figura attorno alla quale gravita tutta la gestione della cura e della protezione dei dati personali, sia dal punto di vista normativo che tecnico. Essa ha il compito di vigilare sull'effettivo rispetto delle regole, fungendo da punto di contatto sia con gli interessati che con il Garante per la Privacy.

 

MEGLIO ARRIVARE PREPARATI

 

Insomma, non c’è tempo da perdere. È necessario che le aziende rivedano fin da subito i propri processi interni, ponendo la privacy degli utenti come elemento primario a cui garantire priorità e precedenza. È altresì necessario che le aziende potenzino la comunicazione aziendale interna attraverso programmi di formazione specifica affinché chiunque si trovi in una posizione che implica l’accesso ai dati personali degli utenti sappia correttamente entro quali limiti poter svolgere la propria professione.

 

 

 

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