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IL CONTROLLO DI GESTIONE NELLE PMI: OPPORTUNITÀ O NECESSITÀ?

Controllo gestione 2r

"Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi"

 

Albert Einstein

 

I sistemi e le tecniche di pianificazione e controllo sono strumenti fondamentali per il successo di un'impresa e per la programmazione delle diverse fasi che ne compongono il processo produttivo. A differenza delle grandi aziende, però, essi stentano ad affermarsi tra le piccole e medie imprese in cui, quando presenti, vengono spesso utilizzati in modo non coerente e solo occasionalmente. Questo stato di cose assume una certa rilevanza in un Paese, come l'Italia, dove le PMI rappresentano il 90% del tessuto economico. Comunque sia, oggi la PMI non può ignorare il controllo di gestione se vuole sopravvivere a questo periodo di crisi internazionale ed affrontare l’auspicata ripresa economica con gli strumenti idonei per competere. Ne parliamo con Ezio Bonanni, titolare della società di consulenza aziendale Genium.

 

Intervista a cura di Alessandro Palombo

 

Il controllo di gestione si è affermato nell’ultimo decennio del secolo scorso nelle aziende italiane di medio - grandi dimensioni. Qual è la situazione nelle piccole imprese?

 

Il controllo di gestione, specialmente nelle piccole imprese, viene troppo spesso confuso con la contabilità, declinata nelle sue forme più evolute di contabilità industriale o analitica. Esso, invece, nasce come strumento a supporto del management dell’impresa per “controllare la gestione aziendale”. In realtà ogni azienda, anche le microimprese in cui il management è spesso costituito dal titolare dell’impresa, effettua un certo controllo della gestione… Il problema è come lo effettua, quali strumenti utilizza e sulla base di quali dati.

 

In che modo i piccoli imprenditori controllano la propria attività?

 

Molte piccole o medie imprese controllano l’andamento aziendale solo attraverso il fatturato. L’impresa nasce per fornire redditività all’imprenditore e per garantire questo i dati di fatturato non bastano, occorre conoscere una serie di altre informazioni e dati quantitativi. Se chiediamo agli imprenditori come sta andando la loro attività, nella stragrande maggioranza dei casi ci sentiamo rispondere con frasi del tipo: “Molto bene, perché quest’anno chiuderemo con un fatturato uguale a quello dell’anno scorso, nonostante la crisi” oppure “Non bene, nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo fatturato molto meno dell’anno scorso”.

 

Quindi il termometro per l’azienda è solo l’andamento del fatturato?

 

In sostanza sì, anche se accanto all’esigenza esplicita di conoscere l’andamento del fatturato, molte imprese oggi hanno l’assillo dei tempi di incasso. Quindi accanto alla domanda “Quanto fatturerò?” si sta imponendo anche la domanda “Quando fatturerò?” o, meglio, “Quando incasserò?”.

 

Ciò distoglie l’attenzione da altri elementi fondamentali per il business dell’impresa?

 

Sì, troppe energie vengono disperse nella risposta a queste domande, distogliendo l’attenzione da altri aspetti più importanti che non vengono messi in luce a causa della mancanza di un vero controllo di gestione.L’impresa nasce per fornire redditività all’imprenditore e per remunerare il capitale investito in modo più proficuo rispetto ad altre forme di investimento. Per garantire questo il fatturato non è sufficiente, occorre conoscere una serie di altre informazioni e dati quantitativi.

 

Quali domande invece dovrebbero porsi gli imprenditori della PMI?

 

Invece di focalizzarsi solo sul fatturato, gli imprenditori della piccole/medie imprese dovrebbero porsi altre domande quali, ad esempio “Quanto stiamo guadagnando vendendo il nostro prodotto?” “Quale utile possiamo attenderci per i prossimi anni?” “Quali prospettive hanno il nostro mercato e i nostri clienti?” “Possiamo permetterci investimenti per migliorare la nostra capacità produttiva?”.

 

Qualcuno certamente si pone queste domande.

 

Probabilmente sì, alcuni imprenditori si pongono queste domande. Il fatto è che, non sapendo darsi una risposta, rivolgono l’attenzione ad altri aspetti per i quali trovano risposte più facili. In realtà molte imprese, soprattutto durante questo lungo periodo di crisi economica, stanno navigando a vista.

 

Come reagiscono le PMI all’attuale crisi economico-finanziaria?

 

La politica di molte imprese in tempi di crisi economico-finanziaria si sta orientando verso un indiscriminato taglio di tutti costi. Peccato che, tagliando solo i costi, inevitabilmente si peggiorano le performance, sia in termini di efficacia che di efficienza. Per essere più competitivi, invece, è necessario migliorare i propri prodotti e servizi e ridurre i costi complessivi nel lungo periodo, ossia migliorare i processi, primari e secondari. Da qui, per capire dove si sta andando, l’esigenza di dotarsi di strumenti manageriali di controllo di gestione.

 

controllo di gestione

 

 
Tratto da "Milano 24orenews" - ottobre 2017

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