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IL GARIBALDINO CHE SMASCHERÒ LA MEDIUM

Illustrazione raffigurante una delle sedute svoltesi a Milano nel 1892

 

Cover MI24 Marzo 2018

 

 

Tratto da Storie, Miti e Leggende - "Milano 24orenews" - marzo 2018

 

Le storie di donne che hanno a che fare con l’occulto, il macabro e i delitti affascinano da sempre l’immaginazione di scrittori e studiosi, ma non solo. Un nome da inserire in questo ricco filone, sconosciuto ai più, è quello di Eusapia Palladino, che riuscì a far parlare di sé tutto l’Occidente, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Di lei prima che diventasse famosa come medium si sa abbastanza poco, salvo che nasce nel 1854 a Minervino Murge, in Puglia, in una famiglia di contadini e che presto rimane orfana. Comincia a muovere i primi passi nel mondo medianico sotto la tutela di Giovanni Damiani, uno dei pionieri dello spiritismo italiano, che inizia a diffonderne la fama tra esperti, amatori e appassionati, in Italia e nel Regno Unito. In poco tempo la Palladino è richiesta in varie città europee per organizzare sedute medianiche insieme a scrittori, scienziati, psicologi e medici, tutti terribilmente attratti dai suoi poteri soprannaturali. Durante questi incontri si verificano levitazioni, materializzazioni di spiriti e comunicazioni dirette con il suo spirito guida, un corsaro inglese di nome John King.

Nel 1892 Eusapia tiene 17 sedute spiritiche a Milano, a casa del professore di fisica Giorgio Finzi, dove viene riunita una speciale commissione per fare luce suoi presunti poteri. Esse rappresentano un momento decisivo per la sua vita, e da allora diviene una delle personalità più discusse e note nel mondo scientifico italiano e internazionale. Alle sedute prendono parte varie personalità tra cui Ercole Chiaia - napoletano appassionato di occultismo e impresario della medium, Giovanni Schiaparelli - direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera, Alexander Aksakof - Consigliere di Stato dell’Imperatore Russo, Cesare Lombroso - padre della moderna criminologia e l’ex-ministro Giuseppe Colombo.

Partecipa a diverse sedute anche Luigi Barzini, uomo di punta e reporter del Corriere della Sera, uno dei pionieri del giornalismo moderno. Alla fine del ciclo di sedute, mentre tutti sembrano entusiasti, Barzini chiarisce il suo punto di vista, che è anche quello del garibaldino napoletano Eugenio Torelli Viollier, direttore del Corriere della Sera (di cui fu ideatore e cofondatore, nel 1876), il quale inizia una decisa campagna denigratoria nei confronti di Eusapia: «Nei miracoli dell’Eusapia non c’è nulla di sincero, assolutamente nulla, che tutti sono l’effetto d’una semplice ciurmerìa». Negli anni successivi la reputazione della “medium” è compromessa da vari episodi. Dopo una vita da star ha una fine ingloriosa e muore in un ospedale di Napoli, povera e sola, nel 1918. Ingenui tavoli danzanti e sedute spiritiche sono l’espressione storica di un afflato umano ben più vasto e profondo e la triste vicenda di Eusapia, oggi dimenticata, ne è una piccola, contingente, a tratti grottesca parabola umana.

Paolo Minotti

 

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