corriere150repubblica150

giornale150

sole24ore150

 

IlMessaggero-punto-itiltempo

 

ilpiccolo

ilmattino

 

 

lastampa.itil secoloxix

 

ilgiorno

avvenire

 

 

 

 


"EFFEMERIDI" ...NON CI SI ABITUA ALLA VITA SENZA L’ARTE

04

a cura di Valerio Consonni

Effemeridi, questo è il titolo della mostra fotografica di Alessandro Vasapolli, a Palazzo Crivelli in occasione delle ultime aste di gioielli della Casa D’Aste Il Ponte, con un’esposizione di 11 grandi fotografie dell’archivio Vasapolli. La mostra occupa l’intero elegante salone a piano terra dell’edificio. Appena entrati, tutto di un colpo, tre sfolgoranti immagini di movimento e bellezza che, “tremenda“ dice il Cantico dei Cantici, “come un esercito a bandiere spiegate”, lasciano i visitatori attoniti. Vasapolli ha soli 29 anni, torinese, si laurea in economia a Londra. Dopo anni di una ricerca che anticamente si diceva “a bottega”, senza dimenticare gli studi universitari, diventa un fotografo di moda a Parigi e Londra. Inventa un algoritmo che permette una gestione del colore unica e come pittore dipinge gli sfondi davanti ai quali ritrae le sue modelle. Le sue foto sono prive di postproduzione. Un artista a 360 gradi capace di unire tecnica ed arte. Quest’anno ha esposto al MIA (con la Galleria Paola Colombari); poi in Aprile ad Art Paris, al Grand Palais di Parigi, a maggio A. Galerie, a Parigi, espone A. Vasapolli, con fotografi quali P. Demarchelier, A. Leibovitz, A. Watson; nel mese di Settembre 2018, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a Torino, inaugurerà la sua prima personale intitolata "Dévoilées".

Photo Gallery © 

L’arte della sua ricerca nasce da quella particolare fascinazione che chiamiamo “bello”! Ma non è estetizzazione superficiale, Vasapolli è molto di più. Astrae, potenzia, armonizza colori e forme, crea un ritmo, una tensione delle energie visive. Coordina energia e struttura, da loro quel carattere universale che chiamiamo “bello”: un equilibrio di forze tra percezione sensoriale e significati. È comprensibile che alcuni possano avere difficoltà ad accettare “il bello”, poiché molti artisti contemporanei hanno abbandonato ormai da tempo tale modalità espressiva. Ma “un istinto” ascoltato nel silenzio, lega spettatore e bello. Allora esso è visto come potenzialità, una figura interiore, un campo di gioco di tensione, un anelito ad una integrazione armonica. Unione di rappresentazione e vitalità che dona un piacere. Ecco allora subito pararsi davanti a noi “Serpentina", la danzatrice musa di Toulouse-Lautrec: il vestito blu sfumato di chiaro, un’ onda marina con tanti cerchi di moto che crescono all' infinito e abbracciano lo spazio che sembra espandersi fuori dalla elegante cornice. Il vestito come un tutto cosmico. Affiancata da entrambi i lati da altre due opere di dimensioni più ridotte, ritraenti due donne diafane, avvolte da una nube sfumata color bordeaux e bianca, fotografie caratterizzate da un effetto mosso, un mondo fluttuante, figure che sembrano uscire da una evanescenza, fantasmi dai color delicati.

Poi quattro immagini di donne fragili, i capelli lievi, seminude, come se uscissero da un sogno, anzi quasi fossero stati d’animo ricoperti di umane sembianze, sembrano domandarci qualcosa, manifestazioni di un linguaggio interiore. Più che del bello Vasapolli è interessato a ritrarre la psiche, dona anima alle sue modelle. Le fotografa di profilo, di tre quarti da davanti, con la testa chinata o in posa frontale. Fotografa il mondo con viva commozione. Poi, sulla parte retrostante dei pannelli, arrivano Petulia e Rosaspina: due ninfe selvagge che cariche di mistero escono da una selva e si incamminano verso una schiera di grattacieli. Vasapolli si destreggia con l’intrico complicato della selva, le proporzioni delle schiene nude delle modelle, degli scorci, dei volumi e dei colori. Su ciascuno dei lati altre due opere: una medesima modella vestita di scuro, il viso che sembra una ninfea galleggiante sull’acqua, i grandi occhi azzurri in cui potersi specchiare. Qui Vasapolli esprime l’essenza di un immagine attraverso il vestiario, il portamento, la posa frontale, l’incarnato lunare, il tutto su uno sfondo striato dipinto dallo lui stesso, quasi a voler riscattare con il pennello del pittore il grande talento fotografico.

Un esperienza di bellezza per tutti.

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano