“GO GLOBAL STRATEGY” Come la Cina si avvicina sempre più all’Europa

CINA

“GO GLOBAL STRATEGY”

Come la Cina si avvicina sempre più all’europa

Se negli ultimi decenni abbiamo spinto le nostre aziende a rivolgere sempre più lo sguardo a Oriente e a sognare il successo del proprio export nella Terra di Mezzo (questo il significato della parola Cina, in cinese 中国), ci troviamo ora di fronte a un’inevitabile inversione di tendenza: è la Cina a espandere ora la propria influenza in Occidente. Dal 2014 ad oggi gli investimenti cinesi all’estero sono progressivamente cresciuti registrando un vero record (più di 18 miliardi) nel 2015 di cui ben 7,8 miliardi solo in Italia grazie al deal Pirelli. Come evidente, non si tratta solo di amore per le griffe e i prodotti europei, bensì da diversi anni, Pechino promuove in questo modo l’internazionalizzazione delle sue aziende (cosiddetta “Go Global strategy”) per portarle a livelli di maggiore competitività sulla scena economica mondiale. Questa strategia è stata fortemente incentivata dalle politiche attuate dal governo cinese di Xi Jimping, soprattutto offrendo alle società cinesi varie forme di sostegno per aiutarle a insediarsi all’estero, a esportare e ad attenuare i rischi commerciali.

ONE BELT, ONE ROAD

Gli incentivi all’internazionalizzazione (veri e non soltanto presunti…) sono poi stati accompagnati dal finanziamento, da parte del Governo cinese, di numerosi progetti infrastrutturali in Paesi in via di sviluppo in cambio di clausole preferenziali a vantaggio delle aziende cinesi per quanto riguarda l’accesso ai mercati e alle risorse locali (si pensi all’Africa, al Sud America, ecc.). In questo panorama, il più grandioso dei progetti avviati dal presidente Xi è certamente il piano ‘One Belt, One Road’ che non ha solo l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione economica tra i numerosi paesi coinvolti, ma rientra nella più ampia strategia di internazionalizzazione e affermazione della potenza cinese a livello globale. La ‘One Belt, One Road’ coinvolgerà 65 nazioni e collegherà via terra l’Europa (Rotterdam) e la Cina centrale (Chengdu) dopo aver attraversato l’Asia Centrale, il Medio Oriente e la Russia, e ripristinando una delle più antiche rotte commerciali marittime che collegano il Mediterraneo alle coste mediorientali e dell’Africa Orientale fino al Sudest Asiatico. Questa nuova “cintura terrestre” ha certamente l'obiettivo di rafforzare il ruolo della Cina nell’area Euroasiatica attraverso la realizzazione di moderne infrastrutture logistiche ed energetiche, ma inevitabilmente cambierà in maniera radicale le relazioni commerciali (nonché ovviamente politiche e diplomatiche) tra Occidente e Oriente e qualsiasi strategia di internazionalizzazione avviata a livello europeo o anche solo nazionale non potrà non tenerne conto.

UN PANORAMA IN CONTINUA EVOLUZIONE

Da avvocato d’impresa che spesso ha accompagnato i propri Clienti all’estero e che in molte occasioni ha suggerito la Cina quale punto di sbocco preferenziale per molti prodotti del Made in Italy, l’inversione di tendenza delle politiche cinesi si è fatta prontamente sentire. Regolarmente, infatti, siamo interessati da parte di veri e propri colossi e fondi di investimento cinesi, tanto che in più occasioni si sono rivolti al nostro Studio intere delegazioni di imprenditori asiatici, alla ricerca di operazioni commerciali milionarie con partner italiani di eccellenza nei settori più diversi, ma principalmente alta tecnologia, automotive, industria di precisione, green-technology e real estate. Questo importante segnale di ripresa degli investimenti in Europa, non significa che il mercato cinese sia ormai precluso ai più, ma semplicemente che anche il nostro approccio deve subire un mutamento. Non è più pensabile, infatti, esportare merce in Cina senza le adeguate cautele ma soprattutto senza preparazione. Nello specifico della Cina, è fondamentale monitorare le tendenze e, per quanto possibile, prevedere le situazioni che potrebbero verificarsi nel corso degli anni, questo perché la Cina cambia in modo estremamente rapido e frequente e ciò che è attuale oggi, dopo tre anni è già obsoleto. Investire significa anche valutare i rischi e le opportunità e in un panorama così vasto, eterogeneo e in continua evoluzione è fondamentale prepararsi e capire bene come e cosa fare, prima ancora del dove, valutando il mercato non solo come è al momento, ma soffermandosi anche sui segnali che già oggi denotano i cambiamenti nel prossimo futuro.

Avv. Antonello Martinez

 

Prof. Avv. Antonello Martinez
Studio Legale Associato
Martinez & Novebaci
Milano - Via Archimede n° 56
www.martinez-novebaci.it

 

 

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