corriere150repubblica150

giornale150

sole24ore150

 

IlMessaggero-punto-itiltempo

 

ilpiccolo

ilmattino

 

 

lastampa.itil secoloxix

 

ilgiorno

avvenire

 

 

 

 


Spesa sanitaria e problematiche regionali

Tagli Sanità regioni

Spesa sanitaria e problematiche regionali

Pende sempre sulle regioni il rischio del taglio alla spesa sanitaria. Le regioni, è bene saperlo, potrebbero persino aumentare, nonostante i tagli governativi, la spesa sanitaria se avviassero una seria politica di razionalizzazione dei costi abbattendo gli sprechi che sino ad oggi annualmente ammontano ad oltre dieci miliardi di euro complessivi per anno. La verità è che se facessero sul serio verrebbero a mancare i vistosi guadagni e le aree di privilegio oggi esistenti in ambienti ben noti, a partire dalle gare di appalto per la fornitura di apparecchiature e medicinali ai nosocomi e alle cliniche private che prosperano in molti casi proprio per via delle disfunzioni della sanità pubblica. A questo punto appare evidente che sarebbe necessario rivedere tutta la filiera assistenziale a partire dal medico di base.

Dobbiamo anche essere consapevoli che le inefficienze denunciate sulla sanità pubblica sono in massima parte pretestuose come le liste di attesa per una visita specialistica o un esame strumentale. Basterebbe operare su due versanti. Quello della verifica obiettiva della prestazione richiesta dal paziente e delle priorità rispetto al suo stato di salute.

In un progetto della Fidest si paventò anche la possibilità di operare prestazioni “fuori orario” e presso i nosocomi privati previo pagamento di un ticket d’urgenza che per i titolari di bassi redditi potrebbe limitarsi a un costo simbolico mentre per gli altri al 30% del suo valore commerciale.

Vi sono, insomma varie possibilità per far funzionare a dovere la macchina della sanità pubblica se non vi andasse di traverso quel sistema perverso che trasforma il tutto in una mera logica di profitto.

Non dimentichiamo che la salute è e resta un bene primario e tutti dovrebbero accedervi e avere lo stesso trattamento.

Non dimentichiamo che il 3,5% della popolazione mondiale soffre di malattie di cuore e con punte, alcune regioni ancora più alte.

Non dimentichiamo che 10 bambini su 100mila in Italia sono colpiti da una forma giovanile di diabete anche di tipo uno e che la povertà nel mondo fa milioni di vittime e si muore ancora in tanti per un’assistenza sanitaria volutamente carente.

Fidest

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano