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Milano e la sua aria inquinata. Storia di una tassa mascherata da ecologia!

Storia di una tassa mascherata da ecologia!

Milano e la sua aria inquinata

di Luca Medici

AREA C MILANO

Un insuccesso colossale che ha riempito le casse del Comune di Milano senza nessun beneficio per i cittadini, ecco la sintesi di dieci anni di EcoPass, AreaC e fra poco AreaB.

I numeri purtroppo parlano chiaro, in dieci anni di restrizioni nulla è cambiato, l’aria di Milano resta sempre molto inquinata, fra le più irrespirabili e pericolose d’Europa e fra le più inquinate al mondo, un triste primato che la città meneghina detiene da troppi anni. Nel 2008 il varo della Ztl dei Bastioni, poi trasformata in AreaC (8,2 km/quadrati), ha suscitato molte perplessità. Nell’intento del Comune di Milano la mission era chiara e pubblicizzata a gran voce: la riduzione dell’inquinamento atmosferico. La pubblicità riporta testuali parole: “Vogliamo le mascherine solo per giocare” oppure “Ecopass, per avere aria più pulita e migliorare la salute di tutti i milanesi”, ma così NON è stato! Gli incassi sono stati stratosferici (si parla di oltre 190milioni di Euro, una cifra enorme!) ma gli svantaggi per i cittadini, soprattutto le molteplici restrizioni che sono state applicate anche alle persone che vivono all’interno dell’AreaC, sono stati molti e non hanno portato i risultati sperati.

La domanda sorge spontanea: come mai, visto il fallimento dell’AreaC, adesso si vuole estendere la Ztl ecologica ad un’area più ampia?

Infatti la nuova AreaB, entrata in vigore da gennaio 2019 e che entrerà in funzione dal 25 febbraio, sarà la gemella dell’AreaC ma ampliata ad un’area della città ancora più estesa, pari al 72% del territorio di Milano. Volete qualche numero? Ecco i due più importanti, 129 km/quadrati di AreaB e ben 185 varchi previsti, controllati da telecamere dalle 7:30 alle 19:30 (da lunedì a venerdì).

Ecco qualche altro dato interessante per capire meglio: nel 2008 la concentrazione di PM10 (rilevato da tre centraline diverse sparse in altrettante zone diverse della città) aveva una media di 80,6 ug/m3 mentre gli ultimi dati ufficiali (riferito al 2017, stesse centraline) hanno registrato una media di 79,2 ug/m3, praticamente un miglioramento inconsistente!

I superamenti, espressi in giorni/anno, concessi da Bruxelles corrispondono a 35 mentre a Milano si arriva tranquillamente a 59 giorni (rilevati solamente nei mesi fra gennaio e aprile) con punte in cifra tripla rilevate fra la fine del 2011 e il 2012.

Insomma, le casse del Comune sono piene, l’aria resta pessima, i disagi sono molti e un dubbio mi viene: ma questa scelta non è per caso una tassa mascherata da ecologia per reperire denaro “facile” dai poveri automobilisti (già tartassati da mille tasse e accise)?

Domanda lecita, soprattutto se consideriamo che il traffico, compresi i mezzi pubblici e trasporto pesante, incide sulla qualità dell’aria per il 25%, ma le auto private, quelle che utilizzano i cittadini, incidono per il 20% circa di questa quota... dunque stiamo parlando del 5% sul totale. Altro dato importante: nel 2012 a Milano circolavano circa 7.500 veicoli ibridi, a impatto zero e di nuova generazione; oggi questa cifra è più che triplicata arrivando a circa 23.000, dunque è chiaro che i cittadini sono sensibili al problema e fanno di tutto per aiutare la propria città. “Eco-Cittadini” premiati dalla notizia positiva che, fino al 2030, almeno così dichiara il Comune, le vetture ibride, elettriche e bifuel non pagheranno l’ingresso (ad esclusione delle auto bifuel gasolio-gpl e gasolio-metano che avranno le stesse restrizioni previste per le diesel).

Ci sarebbe ancora molto da dire (ingressi con carnet non funzionali, problema dei posteggi comunali “di interscambio” al limite della saturazione, tempi per raggiungere il luogo di lavoro quasi triplicati, mezzi pubblici poco efficienti soprattutto in periferia, bike sharing poco utilizzato, etc…), ma mi limito a lasciare a ogni lettore uno spunto di riflessione, una riflessione che mi piacerebbe fosse presa in considerazione anche dall’Assessore alla Mobilità. Riflettere su questi temi e apportare cambi di strategia significa dare ai cittadini una speranza, un auspicio che da tanti anni la città di Milano attende e che si merita!

 

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