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Scuola: Nel 2018 ancora provvedimenti tra continuità e controriforma

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Scuola: Nel 2018 ancora provvedimenti tra continuità e controriforma

Anno controverso tra licenziamenti e mancate assunzioni, concorsi riservati per gli insegnanti e stabilizzazioni per le Rsu, aumenti di stipendio e impoverimento dei salari, ricorsi e contro-ricorsi dove una sentenza dell’Adunanza Plenaria prima viola il giudicato poi è rimessa in discussione, mentre 50 mila maestre garantiscono la continuità didattica, tra annunci in campagna elettorale e nei social smentite dai fatti. Anief diventa rappresentativa dopo trent’anni di blocco nel comparto. Ecco la tabella mese per mese dei principali provvedimenti.

Tanti provvedimenti, tutti non risolutivi, alcuni aprono un nuovo contenzioso con la probabile procedura d’infrazione della UE per l’abuso dei contratti a termine nonostante i nuovi concorsi. Salta la copertura dello stipendio di 66 mila supplenti di sostegno per il biennio 2020/21, mentre si torna al vecchio sistema di reclutamento, senza riaprire il doppio canale, con l’abbandono della formazione iniziale universitaria. Si avvia la stabilizzazione dei co.co.co. delle cooperative senza i 40 mila Ata precari a tempo determinato. Si lasciano senza speranza di reclutamento gli 80 mila docenti supplenti con 36 mesi di servizio che aspettavano un concorso riservato, mentre almeno 10 mila maestre dovranno sperare ancora in una nuova pronuncia della Plenaria o della Cassazione, per salvaguardare il proprio posto.

Dopo tanti annunci nei social, poche le novità sugli organici, peraltro, nei licei musicali dovute al commissariamento del Miur ottenuto dall’Anief che diventa rappresentativa alle elezioni RSU.Per combattere la piaga del precariato, Anief continua le battaglie in tribunale per salvaguardare le immissioni in ruolo, a partire dai maestri con diploma magistrale, e per far stabilizzare e risarcire tutti i lavoratori che hanno dovuto sottoscrivere contratti a termine per anni e anni. Il giovane sindacato ha chiesto anche il rinvio del merito di tutti i ricorsi pendenti sulle GaE, nelle more di una nuova pronuncia dell’Adunanza Plenaria prima e di quelle delle SS.UU. della Cassazione sull’annullamento della sentenza n. 11 della stessa Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017. Inoltre ha attivato nuovi ricorsi avverso i bandi dei tre concorsi banditi per la scuola secondaria, per la scuola dell’infanzia e primaria e per DSGA contestando l’esclusione di migliaia di precari.

La principale novità del 2018, dopo dieci anni di blocco economico e normativo, è stata la sottoscrizione del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca, il 19 aprile 2018, con timidi aumenti stipendiali lontani dall’aumento del costo della vita (un terzo), e innovazioni normative riguardanti le relazioni sindacali e le materie della contrattazione integrativa. Certamente il 2018 sarà ricordato anche per il superamento della soglia minima del 5%, tra dato elettorale e dato associativo, dell’Anief che muta il quadro dei soggetti sindacali rappresentativi, dopo trent’anni, e dall’incapacità della politica di risolvere il semplice problema del riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale ai fini dell’accesso ai ruoli conseguito prima dell’avvio dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria.

Il 2018 è stato anche l’anno dei paradossi proprio per la mancata riapertura delle GaE, con il licenziamento di docenti assunti in ruolo dopo il superamento dell’anno di prova e con il raddoppio delle cattedre andate deserte durante le ultime convocazioni estive per l’immissione in ruolo nonostante i due concorsi riservati banditi per assumere gli insegnanti, a cui aggiungere un nuovo concorso per i co.co.co della Provincia di Palermo, per Dirigente scolastico e per DSGA.

 

 
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