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Italia: prospettive dell’economia domestica

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Italia: prospettive dell’economia domestica

Al sondaggio, svolto da CFA Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso i suoi soci tra il 21 gennaio ed il 1°febbraio 2019, hanno partecipato 40 intervistati. Il 73% circa degli operatori finanziari ritengono negativa la situazione attuale dell’economia Italiana, mentre il 27% ritiene che la situazione sia sostanzialmente stabile rispetto al mese scorso.In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, si riduce di cinque punti la percentuale di coloro che si attendono un peggioramento delle condizioni macroeconomiche, pari al 50% del totale, mentre il 42,3% stima condizioni invariate (+12,3% rispetto al mese di gennaio) ed un 7,7% si attende un miglioramento (-7,3% rispetto al mese scorso).

La differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell’economia italiana, rispetto ai pessimisti, è pari a -42,3, un valore che rappresenta il “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di febbraio 2019. Il dato di sintesi scende leggermente rispetto al -40 di gennaio, ma lontano dal minimo storico di novembre 2018 (-55). I partecipanti prevedono un peggioramento delle condizioni economiche anche in Area Euro e per l’economia USA.Per la prima volta da febbraio 2015, i rischi di inflazione sono visti al ribasso in Italia ed Europa mentre solo negli Stati Uniti si attende stabilità dei prezzi, sebbene anche in Nord America, fino al mese scorso, le aspettative fossero per un incremento dei prezzi al consumo. Nonostante questo, la normalizzazione della politica monetaria comporta il mantenimento di aspettative di incremento dei tassi di interesse a breve ed a medio-lungo termine, sebbene le attese siano di minore entità rispetto al mese scorso.

Sui mercati azionari, sono previsti ribassi dagli attuali livelli per tutti i listini, aspettative che risultano anche in peggioramento rispetto alla passata previsione.Sulle valute, gli operatori stimano un deprezzamento del dollaro USA contro Euro, una repentina variazione rispetto a gennaio, mentre lo Yen potrebbe apprezzarsi, probabilmente per il suo aspetto di “valuta rifugio”. Sul petrolio, infine, si attende che i prezzi rimangano sostanzialmente invariati tra sei mesi, rispetto alle quotazioni attuali.

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