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Scuola: A settembre 70 mila cattedre vacanti e verso le 200 mila supplenze

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Scuola: A settembre 70 mila cattedre vacanti e verso le 200 mila supplenze

A pochi giorni dal termine di presentazione delle domande di quota 100, sebbene il numero di uscite risulti inferiore alle attese, ci si rende conto dell’alto numero di cattedre che a settembre gli uffici scolastici dovranno assegnare in ruolo o ai supplenti: le previsioni dell’Anief sono state confermate in queste ore da La Repubblica, secondo cui “saranno almeno 70mila le cattedre vacanti a settembre”. In effetti, se il Miur non adotterà delle contromisure, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno. Marcello Pacifico, presidente Anief: diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione dovesse confermare la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto.

L’estate del 2019 potrebbe rappresentare l’apice del precariato scolastico. II motivo è presto detto: “Per inoltrare la domanda” quota 100, scrive Repubblica, “c’è tempo fino a giovedì 28 febbraio: mancano ancora sei giorni e la probabilità che le uscite dalla scuola possano arrivare a 18/20mila è quindi molto alta”. A questi numeri si aggiungono “i posti attualmente vacanti, occupati da supplenti fino al 31 agosto”, che “secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Istruzione, ammontano a 36mila unità e poco più di 15mila sono stati i docenti, in possesso dei requisiti previsti dalla legge Fornero, che si sono prenotati il pensionamento lo scorso mese di dicembre”. “Riusciranno – si chiede il quotidiano – gli uffici periferici del ministero ad occuparle tutte per garantire un ordinato avvio dell’anno scolastico? Già la scorsa estate 15mila posti (su 57mila immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Economia) restarono vuoti per mancanza di aspiranti. Perché il grosso delle cattedre libere si trova al Nord mentre le liste dei precari sono ancora consistenti al Sud”.

Ma La Repubblica ricorda anche che, contando pure l’organico di fatto, i precari raggiungeranno cifre forse mai viste: “in questi mesi, la quota di supplenti in servizio nelle 8mila e 500 scuole italiane ha raggiunto (secondo i dati dell’ufficio Statistica del Miur) il record degli ultimi dieci anni: 164mila unità, pari al 18,5% del totale. In altre parole, oggi, un docente in servizio su cinque è precario e soggetto a cambiare istituto il prossimo anno. Per riempire le caselle vuote, ed avere più candidati da immettere in ruolo, si stanno svolgendo i concorsi riservati per l’insegnamento alla scuola media e al superiore, quelli per insegnare nella scuola dell’infanzia e alla primaria ed è in corso di svolgimento il Fit (il percorso di formazione iniziale) per chi ha vinto il concorso bandito a seguito della Buona scuola”.

Le prospettive presentate dalla stampa sono lo specchio della verità. Se il Ministero dell’Istruzione non adotterà dei provvedimenti immediati, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno agli alunni disabili, per cui permangono circa 50 mila posti in deroga, in pratica uno su tre di quelli complessivi affidati sistematicamente ad un precario.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione confermerà la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto: se le norme non dovessero cambiare, il turnover sarà praticamente impossibile. Con la supplentite che diverrà ancora più diffusa”.

 

 
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