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LA SPESA SICURA ... a cura di Alessia Placchi

SCAFFALE NO FOOD

LA SPESA SICURA

A cura di Alessia Placchi

Iperinformati, infedeli, sapienti combinatori di canali d’acquisto fisici e digitali: questo era l’identikit del nuovo consumatore secondo una ricerca del Censis del 2017 “Lo sviluppo italiano e il ruolo sociale della distribuzione moderna organizzata”.

La grande distribuzione è oggi il luogo preferito per gli acquisti: nel supermercato del futuro gli italiani sognano di trovare anche farmaci, carburante e polizze assicurative, con orari di apertura più flessibili e prolungati. Per risparmiare soldi e tempo naturalmente, ma anche perché, sempre di più, è percepita come il luogo della spesa sicura e di qualità. Non tutti sanno che il sistema di controlli, pubblici e privati, nei supermercati italiani è uno dei più estesi ed efficaci d’Europa, spesso preso a modello da altri Paesi. Nei 26 mila supermercati italiani si realizzano un totale di 2 milioni e 300mila test ogni anno. I controlli pubblici vengono effettuati dalle ASL, dai NAS e da circa 20 enti e istituti pubblici. I controlli privati sono effettuati dalle insegne della Grande Distribuzione (GDO) che affidano le pratiche di auto-controllo a laboratori e società specializzate indipendenti. È stato pubblicato recentemente uno studio di The European House - Ambrosetti, promosso dalla Associazione Distribuzione Moderna (ADM), che ha illustrato, per la prima volta, una mappatura del sistema di controlli per la sicurezza alimentare nei supermercati (Consultabile al link http://eventi.ambrosetti.eu/adm-2019/wp-content/uploads/sites/86/2019/01/Marca-2019-Position-Paper.pdf). Ben quattro Ministeri (Sanità, Agricoltura, Ambiente, Economia) e l'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) presiedono una rete di organizzazioni che periodicamente controllano i prodotti alimentari di ogni tipo: confezionati, freschi, freschissimi, ortofrutta, carne, pesce, bevande, surgelati, pane e via dicendo.

I prodotti a marchio del distributore

Le insegne della GDO ci mettono la faccia e sono attentissime ai controlli sui prodotti alimentari: hanno tutte al proprio interno un Ufficio Controllo Qualità, le più grandi spendono fino a 5 milioni annui, e, in generale, hanno raddoppiato i loro budget per la sicurezza negli ultimi dieci anni. In particolare, più di un terzo degli italiani (36%) apprezza molto i prodotti a marchio del distributore, per il vantaggioso rapporto tra qualità e prezzo, ma sempre più la scelta è fatta per gli ingredienti di qualità (31%), e perché rispondono completamente alle loro esigenze e sono garantiti e certificati (fonte: Osservatorio Marca 2019 - Survey Nomisma sul consumatore della MDD, 2018): tanto che un acquisto su cinque nella GDO è rappresentato da un prodotto a marchio del distributore. Vengono spesi più di 10 miliardi di euro l’anno per acquistarli e rappresentano mediamente il 19,3% del mercato dei supermercati (il che vuol dire che in alcune insegne superano la quota del 30%). Addirittura la bontà dei prodotti a marchio del distributore sta diventando un importante fattore di scelta dell’insegna distributiva o del punto di vendita. Lo conferma lo stesso Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM: «La ricerca di The European House Ambrosetti dimostra che i punti vendita della Distribuzione moderna sono oggi il luogo più sicuro dove comprare prodotti alimentari. Possiamo acquistare con fiducia ogni tipo di prodotto, ma soprattutto le Marche del distributore, non solo perché garantite da un sistema di controlli capillare ed approfondito, ma anche perché sono la nostra bandiera e abbiamo lavorato molto per assicurare qualità e sicurezza, e continueremo a investire in futuro».

Attenzione alle etichette!

E siccome i controlli non bastano mai, il consumatore può divenire componente attiva del sistema effettuando, nel suo piccolo, dei controlli. Come? Prima di tutto prendendosi del tempo per leggere con attenzione le etichette. Controllando la tracciabilità, le scadenze e la lista degli ingredienti (specie per le intolleranze). Cercando di capire tecniche di produzione e di conservazione. E poi verificando che confezioni o scatolame siano integre, senza bozze o perdite (in caso contrario è buona cosa segnalarlo al personale). La catena del freddo è importante, sarà sufficiente verificare al tatto se il surgelato è davvero ghiacciato, senza dimenticare di usare gli appositi sacchetti per surgelati per portarli fino a casa. Infine per i millennials, ma non solo: diversi supermercati dispongono di app specifiche che consentono la lettura con lo smartphone delle etichette parlanti che raccontano, con dovizia di particolari, la storia intera di ogni prodotto.

Chi è ADM

GIORGIO SANTAMBROGIO PRESIDENTE ADM

 

La missione primaria di ADM, Associazione della Distribuzione Moderna, è di rappresentare il settore nei confronti della produzione industriale e agricola. ADM persegue il miglioramento continuo della filiera dando impulso e favorendo l’efficienza nei rapporti tra gli operatori. In questo contesto ADM incoraggia la più ampia partecipazione dei propri Associati a GS1 Italy, organismo di raccordo tra industria e distribuzione, che coordina la diffusione e la corretta implementazione dello standard GS1. ADM è anche il luogo del confronto tra le principali associazioni del settore della distribuzione moderna per individuare eventuali percorsi comuni su temi condivisi di natura istituzionale. ADM, che rappresenta le aziende della distribuzione, e IBC in rappresentanza delle aziende della produzione, sono gli organismi di riferimento di GS1 Italy, contribuendo a determinarne governance, obiettivi e indirizzi strategici.

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