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SUCCESSIONI E STATO DI SANITÀ MENTALE DEL TESTATORE

Successioni - by Avv. Antonello Martinez   Studio Martinez  Novebaci

 

SUCCESSIONI E STATO DI SANITÀ MENTALE DEL TESTATORE

Dal 1861, anno dell’unità d’Italia, ad oggi l’aspettativa di vita media è veramente cresciuta a dismisura, basti pensare che in quell’anno eravamo poco più di 21 milioni e la speranza di vita media arrivava a 49,2 anni, senza però contare la mortalità infantile che, pur apparendo un dato incredibile, portava l’età media di morte a 5,5 anni, arrivando a 14 anni solo nel 1892, per poi salire sempre più rapidamente. Gli ultimi dati disponibili pubblicati a livello mondiale da World Health Organization resi noti nel maggio del 2016 collocano l’Italia come sesto paese al mondo più longevo con una aspettativa di vita di 84,8 per le donne e di 80,5 per gli uomini e se si tolgono le morti derivanti da cause non incidentali la percentuale media dell’aspettativa di vita supererebbe gli 87 anni.

Perché riporto questi dati? Semplicemente perché gli aspetti successori e testamentari sono sempre più delicati e variegati. Avendo una vita media sempre più lunga si assiste spessissimo a problematiche legate a testamenti in favore di “nuove” mogli di uomini anziani o, purtroppo, testamenti “strani” di persone di età particolarmente avanzata che non sempre sono perfettamente in grado di intendere e di volere o, perlomeno, non lo sono in modo continuativo principalmente a causa di patologie come l’alzheimer o la demenza senile che spesso si manifestano attraverso una lucidità a singhiozzo. In tal senso mi ha particolarmente ha colpito una recentissima sentenza della Corte di Cassazione, propriamente la n 2702 del 30 gennaio 2019, che ha saggiamente riportato sul piano civilistico ciò che prima poteva essere risolto solo attraverso dei procedimenti di natura penale. Cercando di semplificare al massimo, senza usare tecnicismi e facendo una grande sintesi di una sentenza tanto illuminata quanto complessa, la Suprema Corte, con tale pronuncia in materia di testamento pubblico e, segnatamente, a riguardo dello stato di sanità mentale del testatore, seppure detta condizione di salute mentale fosse stata ritenuta idonea e, conseguentemente, dichiarata dal notaio per la mancanza di segni apparenti di incapacità del testatore medesimo nel frangente della materiale disposizione testamentaria, ha ritenuto che tale testamento può essere contestato con ogni mezzo di prova, senza necessità di proporre querela di falso, poiché, ai sensi dell'art. 2700 c.c., l'atto pubblico fa piena prova delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesti essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti, ma nei limiti della sola attività materiale, immediatamente e direttamente richiesta, percepita e constatata dallo stesso pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni.In sostanza, come detto, mentre prima per rendere inefficace un testamento pubblico era necessario percorrere la strada penale proponendo la querela di falso la nuova via indicata dalla Cassazione oggi propone la soluzione civilistica dando quindi la possibilità di prova attraverso certificazioni mediche o di quant’altro di quale, in realtà, fosse l’esatta capacità di intendere e di volere del testatore.

Avv. Antonello Martinez

 

Prof. Avv. Antonello Martinez
Studio Legale Associato
Martinez & Novebaci
Milano - Via Archimede n° 56
www.martinez-novebaci.it

 

 

tratto da Milano 24orenews Aprile 2019

Cover MI24 Aprile 2019

 

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