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Scuola: 20 maggio, incontro al Miur su organici Ata e aumenti stipendio

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Scuola: 20 maggio, incontro al Miur su organici Ata e aumenti stipendio

Ancora una volta Anief esclusa che avverte: se non si ripristina organico di fatto a organico di diritto e se non si allineano gli stipendi all’inflazione a partire dall’utilizzo delle risorse derivanti dai tagli promessi dalla legge, se non si stabilizza il personale Ata come si vuole fare per gli LSU, allora si perderà un’occasione seria per risolvere diverse problematiche e si svelerà l’inutilità dell’accordo voluto dal Governo con alcuni sindacati rappresentativi. Nuovo appuntamento al ministero dell’Istruzione per i sindacati rappresentativi con mandato scaduto, in attesa della firma dell’accordo quadro su permessi e distacchi. Ancora una volta, Anief, nonostante una formale e reiterata richiesta, benché rappresentativo, non è stato convocato per affrontare due temi dell’accordo preso a Palazzo Chigi. Secondo il presidente Marcello Pacifico la riduzione progressiva di posti, soprattutto al Sud, rappresenta una tendenza pericolosa, perché toglie risorse umane proprio alle regioni che ne hanno più bisogno. Sui compensi del personale, gli aumenti paventati non ci entusiasmano, perché il personale amministrativo, tecnico e ausiliario è quello più penalizzato economicamente di tutto il comparto del pubblico impiego, con salari medi non molto superiori ai mille euro al mese, cioè sopra il reddito minimo di cittadinanza. Anche per questo motivo, abbiamo scioperato e manifestato in piazza.

Il Ministero dell’Istruzione ha convocato i sindacati rappresentativi per il triennio 2016/2018 per un incontro informativo sugli organici del personale ATA per il 2019/2020 e per affrontare il tema degli aumenti di stipendio. L’appuntamento è per il prossimo 20 maggio e, come in simili recenti incontri, nonostante la rappresentatività ottenuta, Anief non è stato ancora ammesso a questi tavoli. Come ogni anno, la ripartizione dell’organico sarà effettuata tra le regioni tenendo presenti sia i dati della popolazione scolastica sia il dimensionamento della rete scolastica. E con il passare degli anni – scrive Orizzonte Scuola – l’emorragia di posti è andata avanti. Nel 2018, ad esempio, l’organico di diritto ha visto una perdita di posti complessiva di 58 unità rispetto all’anno precedente, mentre rispetto al 2011/12 la perdita è stata di 3.725 posti. La maggiore concentrazione di tagli si è concentrata al Sud, con regioni quali la Campania che hanno visto più di mille posti di lavoro scomparire, insieme alla Sicilia e alla Puglia. Per quanto riguarda, invece, l’organico di fatto del 2018/19, l’amministrazione ha assegnato 5.182 posti in più rispetto all’organico di diritto. Tra gli obiettivi sul tavolo delle trattative, quindi, la trasformazione di molti di questi posti temporanei in organico di diritto. E questa è una buona notizia: ma dovrebbe trattarsi solo dell’inizio, considerando l’ancora alto numero di posti in organico di fatto, ma poi, alla resa dei conti, sostanzialmente privi di titolare e quindi da assegnare a tutti gli effetti alla mobilità e alle immissioni in ruolo. Il problema è che “come ogni anno, la ripartizione dell’organico sarà effettuata tra le regioni tenendo presenti sia i dati della popolazione scolastica sia il dimensionamento della rete scolastica”.

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