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Importante lavoro scientifico dell’Università di Parma sulla rivista “Stress”

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Parma. Importante lavoro scientifico dell’Università di Parma sulla rivista internazionale “Stress”

Nel numero di giugno della rivista internazionale “Stress”, la più importante rivista mondiale del settore della biologia dello stress, è stato pubblicato il lavoro scientifico Effects of prefrontal transcranial direct current stimulation on autonomic and neuroendocrine responses to psychosocial stress in healthy humans dell’Università di Parma. Si tratta di un riscontro originale e di grande potenziale applicativo/clinico contro i disturbi stress-correlati (tra i quali, principalmente, la depressione).

Il lavoro è firmato dal dr. Luca Carnevali dello Stress Physiology Lab (gruppo di ricerca coordinato dal prof. Andrea Sgoifo del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma) in collaborazione con il Centro per la Cura, la Diagnosi e lo Studio dei Disturbi della Comunicazione e della Socializzazione dell’AUSL di Parma (dr.ssa Elena Pattini) e con il Neuroimaging Laboratory dell’IRCCS Santa Lucia di Roma (dr.ssa Cristina Ottaviani).Notoriamente, l’attivazione protratta e ripetuta della risposta di stress può avere conseguenze molto negative sul nostro organismo, tanto psicologiche quanto fisiche. In questo studio si è verificata l’ipotesi che, incrementando l’eccitabilità della corteccia prefrontale mediante stimolazione con corrente diretta transcranica, sia possibile moderare la risposta di stress, tanto da un punto di vista neurovegetativo quanto neuroendocrino. I soggetti studiati erano maschi adulti. Metà di questi riceveva per pochi minuti – prima e durante un breve episodio di stress psicosociale indotto in laboratorio – una stimolazione elettrica della corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) sinistra.

L’altra metà, il gruppo di controllo, riceveva una finta stimolazione. La stimolazione produceva una riduzione della tachicardia e della compressione vagale durante l’episodio di stress, una condizione favorevole in prospettiva fisiopatologica. Inoltre, preveniva la riduzione della produzione del cortisolo al risveglio nella mattina successiva, fenomeno che frequentemente si riscontra a seguito di un episodio di stress sociale. Infine, i soggetti che ricevevano la stimolazione riferivano un livello di ansia percepita assai minore al termine della seduta di stress rispetto agli individui di controllo. Questa ricerca fornisce per la prima volta la chiara evidenza che una singola sessione di stimolazione elettrica della DLPFC sinistra attenua significativamente l’impatto neurovegetativo e ormonale dell’esposizione ad un fattore di stress psicosociale. Questi risultati sostengono anche la rilevanza di questa regione cerebrale come target potenziale per il trattamento non farmacologico e non invasivo della depressione.

Importante lavoro scientifico dell’Università di Parma sulla rivista internazionale “Stress”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Parma. Nel numero di giugno della rivista internazionale “Stress”, la più importante rivista mondiale del settore della biologia dello stress, è stato pubblicato il lavoro scientifico Effects of prefrontal transcranial direct current stimulation on autonomic and neuroendocrine responses to psychosocial stress in healthy humans dell’Università di Parma. Si tratta di un riscontro originale e di grande potenziale applicativo/clinico contro i disturbi stress-correlati (tra i quali, principalmente, la depressione). Il lavoro è firmato dal dr. Luca Carnevali dello Stress Physiology Lab (gruppo di ricerca coordinato dal prof. Andrea Sgoifo del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma) in collaborazione con il Centro per la Cura, la Diagnosi e lo Studio dei Disturbi della Comunicazione e della Socializzazione dell’AUSL di Parma (dr.ssa Elena Pattini) e con il Neuroimaging Laboratory dell’IRCCS Santa Lucia di Roma (dr.ssa Cristina Ottaviani).Notoriamente, l’attivazione protratta e ripetuta della risposta di stress può avere conseguenze molto negative sul nostro organismo, tanto psicologiche quanto fisiche. In questo studio si è verificata l’ipotesi che, incrementando l’eccitabilità della corteccia prefrontale mediante stimolazione con corrente diretta transcranica, sia possibile moderare la risposta di stress, tanto da un punto di vista neurovegetativo quanto neuroendocrino. I soggetti studiati erano maschi adulti. Metà di questi riceveva per pochi minuti – prima e durante un breve episodio di stress psicosociale indotto in laboratorio – una stimolazione elettrica della corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) sinistra. L’altra metà, il gruppo di controllo, riceveva una finta stimolazione. La stimolazione produceva una riduzione della tachicardia e della compressione vagale durante l’episodio di stress, una condizione favorevole in prospettiva fisiopatologica. Inoltre, preveniva la riduzione della produzione del cortisolo al risveglio nella mattina successiva, fenomeno che frequentemente si riscontra a seguito di un episodio di stress sociale. Infine, i soggetti che ricevevano la stimolazione riferivano un livello di ansia percepita assai minore al termine della seduta di stress rispetto agli individui di controllo. Questa ricerca fornisce per la prima volta la chiara evidenza che una singola sessione di stimolazione elettrica della DLPFC sinistra attenua significativamente l’impatto neurovegetativo e ormonale dell’esposizione ad un fattore di stress psicosociale. Questi risultati sostengono anche la rilevanza di questa regione cerebrale come target potenziale per il trattamento non farmacologico e non invasivo della depressione.

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Sala condannato? Noi lo sapevamo: si dimetta!

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Che EXPO a Milano fosse una fucina di corruzione e un guazzabuglio tra interessi privati e capitali pubblici, apparecchiati su un tavolo al quale hanno desinato – tutti insieme – la politica, le mafie e l’imprenditoria, lo avevamo denunciato sin da subito. Una convinzione che, ad ottobre del 2014, ci spinse ad attraversare la città con un lunghissimo corteo, al grido di NO EXPO!Avevamo visto lungo e giusto, anche se già allora la cronaca giudiziaria aveva fornito abbastanza materiale perché chiunque potesse avere chiaro le reali condizioni nelle quali l’esposizione mondiale stava per avere inizio. EXPO però, con Sala al comando, sarebbe stato anche un grande laboratorio di precarizzazione del lavoro e di cancellazione dei diritti: lavoro volontario e gratuito (anche per gli studenti delle scuole superiori in cambio di crediti, successivamente istituzionalizzato con l’Alternanza Scuola Lavoro), sono concetti che furono sdoganati proprio in quella occasione e che, proprio da allora, hanno ulteriormente cambiato in peggio il mondo del lavoro; fu allora che a Milano comparvero i riders, simbolo della condizione di sfruttamento estremo e di un mondo del lavoro senza diritti: non certo un caso!Giuseppe Sala è chiaramente uomo-simbolo dei poteri forti e, se la storia ci insegna qualcosa, oggi guardiamo con grande preoccupazione alla gigantesca macchina che si metterà in movimento per l’altro grande evento che sta facendo esultare all’unisono la politica, gli imprenditori e – possiamo scommetterci – soprattutto le stesse mafie che di EXPO furono il maggiore collettore di guadagni: le Olimpiadi invernali del 2026 appena aggiudicate da Milano e Cortina. A quest’altro grande evento Sala, il cui mandato termina nel 2021, intende essere presente ancora da sindaco di Milano, avendo dichiarato di volersi ricandidare proprio in occasione dell’annuncio delle Olimpiadi. Un eventuale secondo mandato sarebbe ancor di più all’insegna dell’arrogante ed assoluto disinteresse ai bisogni dei comuni cittadini milanesi: ne è dimostrazione la malagestione dei servizi, in particolare dei servizi alla persona, all’infanzia e dei servizi sociali. Aumenterebbe l’attacco ai diritti dei lavoratori: nella città dei grandi eventi viene ripetutamente negato il diritto di sciopero alla Polizia Locale, vengono differite arbitrariamente le assemblee nei musei, si attuano progetti di lavoro straordinario con flessibilità e prolungamenti di orari serali al servizio di una immagine patinata della metropoli diametralmente opposta alle reali esigenze dei cittadini e dei lavoratori del Comune.Per queste ragioni, USB Lombardia ritiene che oggi Sala abbia il dovere morale e politico di dimettersi immediatamente da sindaco di Milano, una città che lo stesso Sala decanta ad ogni occasione come città-modello alla quale le altre devono conformarsi ma che, a giudicare dai fatti, è solo la maschera pulita di un sistema di malaffare talmente grande che quella maschera non riesce più a contenere.

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Dylan Lewis: Shapeshifting

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

London – Christie’s will present Dylan Lewis: Shapeshifting on 10 September, a sale comprising sixty outstanding animal and figurative bronze sculptures by the renowned South African sculptor. Over the past decade, Dylan Lewis has been creating a unique seven-hectare sculpture garden in South Africa located in the foothills of the Stellenbosch mountains situated outside Cape Town. To facilitate further expansion of the garden he has decided to release works from his personal collection to be auctioned. Created by the artist over the past two decades, these sculptures are the last remaining commercially available examples of each edition. Acquired by both collectors and royalty, many of Dylan Lewis’ sculptures are also in public collections. The top lots of the sale are Running Cheetah Pair II (estimate: £60,000-100,000) and Leopard Lying on Rocks (estimate: £60,000-100,000). Estimates range from £2,000 to £100,000.Andy Waters, Curatorial Director and Nathaniel Nicholson, Christie’s Head of Sale note: “Christie’s is pleased to be collaborating with Dylan Lewis for the auction ‘Shapeshifting’. Sixty sculptures from Dylan’s private collection have been specially selected to showcase the transition of Dylan’s work from animal to human figure. The striking sculptures encapsulate his unique oeuvre in bronze emulating his love for the African landscape and what it represents to him metaphorically. The sale offers the last opportunity for buyers to acquire these editions, appealing to new and discerning collectors alike. This sale follows successful sales of Dylan Lewis’s work at Christie’s in 2007 and 2011.” Dylan Lewis explains: “All my sculpture in one way or the other has been inspired by the natural wild places of Southern Africa from my early bird forms to my current shamanic human figures. Humans have largely tamed the wilderness, we’ve fenced out the wild lands, cut down the forests and exterminated the lions and tigers. I believe we have so rapidly disconnected ourselves from the wild natural places in which we evolved over millennia that we are struggling to make sense of that separation. We’re disturbed, we’re in transition. My sculpture is an attempt to find the image in the emotion exploring wild untamed aspects of the human psyche.”

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