corriere150repubblica150

giornale150

sole24ore150

 

IlMessaggero-punto-itiltempo

 

ilpiccolo

ilmattino

 

 

lastampa.itil secoloxix

 

ilgiorno

avvenire

 

 

 

 


Scuola: Il concorso ordinario infanzia e primaria slitta in autunno

Scuola docenti

Scuola: Il concorso ordinario infanzia e primaria slitta in autunno

Lo slittamento, qualunque sia il motivo, non fa altro che avvalorare la tesi portata avanti da Anief: i concorsi, ordinari e riservati, come da prassi, procedono con una lentezza tale che non possono di certo fronteggiare l’emergenza delle quasi 200 mila supplenze, di cui in gran parte vacanti. Marcello Pacifico (Anief): “Tutti questi problemi organizzativi sul reclutamento, sommati alla lentezza cronica della loro attuazione, all’esclusione illegittima dalle prove di alcune tipologie di candidati e ad errori organizzativi-valutativi, dovrebbero fare aprire gli occhi all’amministrazione scolastica. Perché questo modo di procedere sta portando ad assegnare una cattedra su quattro a supplenze, anche a precari con la sola messa a disposizione, e tutto il sistema scuola a dei livelli sempre più bassi”. L’affidabilità del ministero dell’Istruzione si dimostra sempre più scarsa: a poche ore di distanza dal taglio di 5 mila immissioni in ruolo, deciso dal Mef senza che il Miur avesse nulla da eccepire, giunge l’ancora più inaspettata notizia del rinvio in autunno del bando di concorso ordinario infanzia e primaria per 16.959 posti, dopo che ancora ieri il ministro dell’Istruzione lo dava per imminente. Tra le possibili motivazioni del rinvio, probabilmente ad ottobre, spiega la rivista Orizzonte Scuola, c’è quella che il concorso straordinario bis, riservato ai docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale, paritaria o nelle sezioni primavera, “acquisterebbe valore se bandito prima o comunque contemporaneamente all’ordinario”. Tra l’altro, lo stesso concorso ordinario per docenti del primo ciclo di studi, alla luce del testo contenuto nel decreto pubblicato, si conferma pure discriminante rispetto a diversi lavoratori precari, ingiustamente esclusi: la più evidente di tali estromissioni è quella degli educatori, tanto è vero che per la selezione riservata i giudici non hanno avuto dubbi ad ammetterli alle prove. Inoltre, dal decreto risultano altre circostanze impugnabili, come la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi.

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano