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Scuola - Sostegno, approvato il decreto Inclusione

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Scuola: Sostegno, approvato il decreto Inclusione

Ancora paletti sugli organici nonostante sentenze dei tribunali ricordino che bisogna rispettare la Costituzione sul diritto all’istruzione. Ancora una riforma a costo zero che vorrebbe rimettere famiglie e insegnanti al centro del progetto educativo individualizzato degli alunni, ma diventa lettera morta nell’obbligo di fotografare l’illegittima realtà esistente che riporta il 40% dei posti in deroga rispetto all’organico di diritto. Nessuna certezza sui posti chiesti dai dirigenti scolastici che ogni anno di vedono rifiutare un posto su due. Inascoltate le proposte dell’Anief. Marcello Pacifico (Anief): Un’occasione persa per garantire il diritto allo studio di tutti i nostri figli. Troppe parole, un’ipertrofia a cui avrebbero dovuto seguire fatti concreti. I ricorsi continueranno nei tribunali per attribuire le ore non assegnate e per impugnare gli organici sbagliati. Sono diverse le nuove norme incluse nel decreto appena approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, dopo che era stato esaminato in via preliminare lo scorso maggio: dal nuovo conferimento delle ore settimanali, richiedibili anche dal Glho, alle rinnovate commissioni mediche, passando per il profilo di funzionamento che ricomprende la diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale, fino alla nascita dei Gruppi per l’Inclusione Territoriale e a quella del Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione. Novità in arrivo anche per le domande di accertamento della disabilità.
In attesa, di prendere visione del testo, ci atteniamo alla sintesi realizzata dal Miur, nella quale si evidenziano i punti salienti di un’altra piccola riforma del settore, successiva al decreto legislativo n. 66/2017, che allo stesso modo appare lontana dal risolvere i problemi della didattica speciale indirizzata a circa 300 mila alunni certificati, che aumentano al ritmo di 10 mila in più l’anno. Il tentativo di coinvolgere le famiglie e gli studenti maggiorenni nel piano educativo, continua poi ad essere vanificato da circa il 40% degli organici in deroga, con le cattedre non assegnabili ai ruoli e nemmeno ai trasferimenti, nonostante le effettive esigenze rilevate e nei casi gravi le ore scoperte, alcuna novità sugli assistenti all’autonomia e al raccordo della scuola con il mondo del lavoro, mentre la legge sui bisogni educativi e speciali rimane solo scritta e mai adottata. Le novità toccano punti importanti dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, come l’assegnazione delle ore di sostegno, che verranno decise “d’intesa con le famiglie” e “dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno”. Inoltre, “sussidi, strumenti, metodologie di studio non saranno più elaborati in modo ‘standard’, in base al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente”. Cambia poi ancora “la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno”. Trovano spazio pe la prima volta “i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione. I GIT avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all’Ufficio scolastico regionale”. All’interno della scuola “opererà il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno”.

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