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Scuola: supplenze, sarà record

Scuola docenti

Scuola: Supplenze, sarà record

Sui posti da assegnare alle immissioni in ruolo del personale docente si sta realizzando la previsione dell’Anief: la maggior parte, probabilmente in media due su tre, non si effettuerà e quindi si incrementerà il numero di contratti a termine di ben 30 mila unità. Andando a realizzare esattamente l’opposto di quello che chiede la Commissione Europea. Poi ci sono i 12 mila posti non andati ai ruoli, i 5 mila tagliati dal Mef, almeno 30 mila di sostegno in deroga e quasi 20 mila derivanti da Quota 100. La prima provincia a confermare l’impossibilità di assumere a tempo indeterminato è quella di Torino dove sono appena iniziate le procedure di immissione in ruolo dei nuovi docenti: più della metà delle 4.650 previste non verrà attuata. Anche in Lombardia non si scherza. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “La situazione è fuori controllo. L’attenzione si sta spostando sul decreto scuola, che dovrebbe essere approvato in Consiglio dei ministri il venerdì prossimo 9 agosto, salvo le resistenze del Movimento 5 Stelle, ma si tratta comunque di soluzioni a lungo termine. Mentre quelle immediate sono state individuate da tempo dell’Anief: in particolare, lo spostamento di tutti gli abilitati nelle GaE, anche da graduatoria d’istituto, e degli idonei dei concorsi su altre regioni. Senza queste disposizioni immediate, l’anno scolastico prenderà il via nella disorganizzazione totale, con milioni di alunni che si ritroveranno con tante discipline scoperte perché il docente verrà nominato se va bene in autunno”. L’estate del 2019 potrebbe passare alla storia come la più caotica per la scuola e per l’inizio dell’anno scolastico contrassegnato dalla mancata assegnazione delle cattedre. I primi dati che giungono dai territori confermano questa tendenza. Secondo quanto riporta Orizzonte Scuola, a Torino “su un contingente disponibile di 4.650 posti, più della metà resterà a supplenza”. Il problema, secondo Il Corriere della Sera, si registra anche in Lombardia, dove mancano professori di matematica e italiano per le medie e matematica e fisica per le superiori in particolare, ma ci sono emergenze anche in altre classi di concorso, come ingegneri di meccanica, elettronica, elettrotecnica, informatica, professori; ci sono anche graduatorie che non scorrono per mancanza di cattedre, come diritto e filosofia. In tutta le regioni serviranno 40 mila supplenti, di cui 15 mila soltanto a Milano. L’anno scorso le scuole della Lombardia avevano chiamato 37 mila supplenti, quest’anno ce ne vorranno almeno tremila in più. Le domande di pensionamento sono salite a 2.300, 1.200 quelle presentate con i requisiti Fornero, le altre sono Quota 100. Si occuperanno 13.000 posti di sostegno con personale non specializzato, i primi docenti specializzati arriveranno nel 2020 e saranno comunque pochi. Secondo la stampa specializzata, la “causa della mancanza di graduatorie da cui attingere è da riscontrare nella mancanza di procedure regolari per il ruolo”. In questo modo i territori in cui le graduatorie sono vuote si trovano ad aspettare quelle regioni in cui invece le liste sono ancora lunghe. Al Ministero è allo studio un meccanismo di mobilità volontaria nazionale per i docenti inseriti nelle graduatorie di merito dei concorsi 2016 e 2018 che potrebbe permettere l’incontro tra domanda e offerta. Vediamo le indicazioni che in tal senso proverranno dal Parlamento, anche se in questo momento regna l’incertezza e lo stesso decreto scuola incentrato sui precari rischia di non essere approvato.

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