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Studio del Papa Giovanni sulla risonanza magnetica cardiaca

risonanza magnetica RMN cardiaca

STUDIO DEL PAPA GIOVANNI SULLA RISONANZA MAGNETICA CARDIACA

La risonanza magnetica (RMN) cardiaca è raccomandata per la diagnosi e la stadiazione della cardiomiopatia ipertrofica, ma solo se eseguita in centri specializzati e inserita all’interno di una valutazione multidimensionale. Queste le conclusioni a cui è giunto uno studio finanziato dalla Fondazione di Ricerca FROM e firmato dagli specialisti del Papa Giovanni XXIII, che si è classificato tra le dieci pubblicazioni più scaricate nel 2018 dal sito dell’European Heart Journal - Cardiovascular Imaging, tra le più importanti riviste dedicate alla diagnostica per immagini cardiovascolare. La cardiomiopatia ipertrofica resta a tutt’oggi la prima causa di morte cardiaca improvvisa giovanile, e spesso non viene diagnosticata.

Grazie alla collaborazione fra il Dipartimento Cardiovascolare diretto da Michele Senni, con Quarta e Attilio Iacovoni del Centro Cardiomiopatia Ipertrofica e alla Radiologia 1 diretta da Alessandro Sironi dell’Università di Milano Bicocca, con Paolo Brambilla, sono stati considerati sia casi di pazienti adulti sia pediatrici, prendendo in considerazione anche il ruolo della risonanza dal punto di vista delle prospettive di ricerca.

“Ai ricercatori servono dati standardizzabili, in modo da poter creare database e protocolli comuni fra i diversi centri. Questo significa offrire ai pazienti gli stessi criteri decisionali nella gestione della malattia, in tutti i centri di riferimento”, commenta Quarta. In parole semplici, mettere a patrimonio comune le informazioni e le scoperte dei diversi centri europei.La RMN cardiaca fornisce informazioni che hanno un grande potenziale, fino ad assumere valore predittivo sull’evolversi della malattia se confrontate con i dati clinici e funzionali del paziente.

“Una strada che porterebbe a una medicina davvero personalizzata sul singolo individuo - prosegue Quarta -. Non a caso le nostre conclusioni hanno ricevuto il consenso dai Cardiologi italiani e sono state accettate a livello europeo dalla rivista ufficiale della European Association of Cardiovascular Imaging, un ramo della European Society of Cardiology, la più importante società europea in campo cardiovascolare”.

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