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C’è molta voglia di partecipazione per “scegliere il futuro”

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C’è molta voglia di partecipazione per “scegliere il futuro”

di Donato Speroni

I giovani che hanno accolto Greta a New York reclamano il diritto di decidere, come quelli che manifestano a Hong Kong. Anche il nuovo governo italiano vuole coinvolgere le persone in un disegno innovatore, ma ci vuole concretezza.

“La libertà non è star sopra un albero, libertà è partecipazione” cantava Giorgio Gaber, all’indomani del ’68. Poi le cose andarono come andarono, si polverizzò il comunismo liberando dalla dittatura interi popoli, si affermò la globalizzazione facendo uscire dalla povertà estrema centinaia di milioni di persone, ma molti, troppi, si sentirono (non senza ragione) esclusi dai processi decisionali, con tutte le conseguenze che abbiamo visto in questi anni. Senza partecipare è difficile capire e quando non si capiscono i grandi meccanismi che cambiano la società, scattano reazioni rabbiose e ogni mutamento economico e sociale viene vissuto come una perdita di ruolo da contrastare, costi quel che costi.

Siamo però in una stagione nella quale la gente vuole farsi nuovamente sentire. Le migliaia di giovani che hanno accolto Greta Thunberg al suo arrivo a New York confermano che il movimento Fridays for future è davvero un fenomeno rilevante, che sta preparando una grande mobilitazione per l’ultima decade di settembre, in coincidenza col Climate action summit e con l’Assemblea Generale dell’Onu sull’Agenda 2030. Ma anche altri episodi indicano forte voglia di partecipazione: dalle centinaia di migliaia di persone che si mobilitano per la libertà di Hong Kong, alla grande protesta in Gran Bretagna contro la scelta di Boris Johnson di chiudere il Parlamento di Westminster per far passare la sua scelta di Brexit no deal, senza dimenticare l’aumento della partecipazione alle elezioni del Parlamento europeo dello scorso maggio, soprattutto dei giovani europei.

Non a caso, il Goal 16 dell’Agenda 2030 dell’Onu ribadisce l’importanza di creare a tutti i livelli “organismi efficienti, responsabili e inclusivi”: che cioè tengano conto della volontà popolare senza imporre dall’alto le scelte vitali per un Paese. Anche in Italia sembrano emergere segnali che indicano una domanda di maggiore partecipazione.

fonte: ASviS

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