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Giuseppe Gioachino Belli poeta di Roma e intellettuale

il monumento a giuseppe Gioachino Belli

GIUSEPPE GIOACHINO BELLI POETA DI ROMA E INTELLETTUALE

«Giuseppe Gioachino Belli subisce il pregiudizio di aver scritto in dialetto, considerato erroneamente espressione letteraria inferiore. In realtà Belli è un intellettuale che si immedesima nel popolo, fa parlare gli umili nella loro lingua, dà voce a chi non l’ha mai avuta. I suoi sonetti costituiscono un documento quasi etnografico della plebe di Roma. Ogni sorriso che ci strappa, costringe a pensare. È il profeta del suo tempo e forse anche del nostro. Nella sua grandezza può e deve essere paragonato a Manzoni e a Leopardi e, per alcuni aspetti, a Dante Alighieri».Il professor Pietro Gibellini, di origini lombarde, docente dell’università Ca’ Foscari di Venezia, co-curatore di un’opera omnia su Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), ha lanciato il “poeta di Roma” fra i grandi della letteratura italiana, in occasione del tributo organizzato dalla John Cabot University (JCU), ateneo americano con sede a Trastevere, a cura del Dipartimento di Letterature e Lingue moderne.«Belli – ha sottolineato Gibellini – è uno scrittore romantico, ma anche realista, perché descrive la vita quotidiana degli umili, come Verga farà 50 anni dopo. È un poeta a luci rosse, visto che parla di sesso in modo franco e aperto, inconcepibile per quei tempi. È pure visionario e metafisico, perché dà corpo alle credenze e alle superstizioni popolari. La sua lingua è il dialetto, mai i suoi interlocutori sono Leopardi e Manzoni, che scrivono in italiano. Non solo. Possiamo paragonare il Belli a un moderno Dante, in quanto entrambi manifestano una mente eclettica».Nel corso del dibattito, Franco Onorati, del “Centro studi Giuseppe Gioachino Belli”, ha letto in romanesco una selezione tematica di sonetti. Gli ha fatto da contraltare Michael Sullivan – autore di quattro volumi di traduzioni dei sonetti belliani – declamando le poesie in lingua inglese, con accento anglosassone differenziato in base ai personaggi. L’«immortalità» del “poeta di Roma” è stata sottolineata dalle professoresse JCU Federica Capoferri e Anna Mauceri Trimnell, promotrici dell’evento: «Il Belli è sempre attuale, anche per questo motivo meriterebbe un più vasto riconoscimento»

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