corriere150repubblica150

giornale150

sole24ore150

 

IlMessaggero-punto-itiltempo

 

ilpiccolo

ilmattino

 

 

lastampa.itil secoloxix

 

ilgiorno

avvenire

 

 

 

 


La salute mentale in Europa

salute mentale

La salute mentale in Europa

Bruxelles. Sono 84 milioni le persone che in Europa, secondo stime del 2016, soffrono di problemi di salute mentale e ben 84 mila i decessi annui causati da malattie mentali, inclusi gli atti di suicidio. I disturbi mentali costituiscono la quinta malattia non trasmissibile più comune, rappresentando il 22,4 per cento della disabilità nel continente, con costi totali che, secondo l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, hanno superato i 600 miliardi di euro in tutta Europa, cifra pari al 4 per cento del PIL europeo. In Italia, sebbene il 16,9 per cento della popolazione abbia sofferto di disturbi mentali che comportano significativi costi – diretti e indiretti – per il paese, solo il 3,5 per cento del totale della spesa sanitaria pubblica è stato destinato alla cura della salute mentale.

Durante la conferenza a Bruxelles sono stati presentati le attività e i risultati di “Headway 2020” e fornita l’opportunità per discutere casi ed esperienze virtuose per poter meglio gestire pazienti affetti da disturbi mentali, alla vigilia della Giornata Mondiale della salute mentale (il 10 ottobre). Il progetto “Headway 2020”, infatti, si propone di suggerire proposte di policy concrete e una lista di azioni prioritarie per costruire una “nuova roadmap per la salute mentale” in Europa. Il confronto odierno a Bruxelles ha fornito uno spazio importante per sensibilizzare sul tema sia a livello europeo sia gli Stati membri coinvolti, con l’obiettivo di portare la salute mentale al vertice dell’agenda politica europea.Per aprire una nuova prospettiva nel campo della cura della salute mentale, i lavori di “Headway 2020” sono proseguiti per due anni, con attività volte a condividere le migliori pratiche tra i paesi per sensibilizzare istituzioni e comunità ad agire a favore di iniziative in materia di salute mentale. Con riferimento al nostro Paese, il gruppo di lavoro ha tenuto diversi incontri, uno dei quali presso il Ministero della salute, e ha elaborato raccomandazioni specifiche che includono la necessità di: elaborare una nuova strategia nazionale attraverso un Nuovo Piano di salute mentale, migliorare la qualità della vita delle persone affette da problemi di salute mentale e promuovere la loro inclusione sociale attraverso campagne nazionali di comunicazione ed un più ampio accesso al supporto psicologico.Altre misure cruciali prevedono la necessità di aggiornare la formazione degli psichiatri e fornire corsi di formazione specialistica per gli operatori nel campo della salute mentale, studiare interventi integrati e personalizzati per ridurre il numero di ricadute e ricoveri ospedalieri e aumentare l’incidenza dei casi di diagnosi precoce, che spesso manca a causa dei dipartimenti di salute mentale sotto-finanziati e della formazione inadeguata di professionisti nel campo delle cure primarie. Infine, sarà necessario allineare l’offerta di assistenza a livello di comunità locale per uniformare le differenze regionali.
“Nel 75 per cento dei casi, i disturbi mentali esordiscono in giovane età, prima dei 24 anni. Se il disturbo non viene riconosciuto e curato precocemente il rischio di cronicizzazione è elevato – ha dichiarato Silvana Galderisi, Presidente dell’Associazione Europea di Psichiatria – Per rispondere a tale bisogno è necessario disporre di risorse umane ed economiche adeguate che consentano l’implementazione su larga scala di servizi per la diagnosi e l’intervento precoce e la disseminazione dei modelli di intervento più efficaci.”
L’iniziativa “Headway 2020” è stata ideata nel 2017 con l’obiettivo di creare una piattaforma multidisciplinare per riflettere, favorire il dialogo e mettere in relazione le diverse esperienze europee per affrontare i problemi di salute mentale in Europa. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di condividere conoscenze e know-how per prevenire, diagnosticare, gestire e trovare soluzioni che riducano l’incidenza dei disturbi mentali. L’iniziativa è coerente con i programmi, le attività e le strategie di governi e organizzazioni internazionali come l’OMS e i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite.
“La salute mentale rappresenta ancora, infatti, un’area terapeutica negletta, e il lavoro da fare si prospetta lungo. Angelini, con il suo profondo impegno in quest’area, aspira a dare il proprio contributo e affronta questa sfida complessa sostenendo in modo convinto progetti di qualità come Headway2020 – ha commentato Pierluigi Antonelli, CEO di Angelini Pharma – Siamo orgogliosi dell’interesse e dell’entusiasmo che il progetto ha suscitato in tutti i partecipanti e crediamo fermamente che, lavorando fianco a fianco, potremo raggiungere il nostro obiettivo prestando il necessario aiuto ai pazienti affetti da disturbi tanto invalidanti”.

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano