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Sciopero generale dei benzinai | 6 e 7 novembre

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Sciopero generale dei benzinai il 6 e il 7 novembre prossimi

L’agitazione inizierà alle ore 7.00 del 6 novembre e terminerà alle ore 7.00 dell’ 8 novembre. La decisione riguarderà gli impianti sia di strade sia di autostrade, compresi i self service: gli oneri del fenomeno dell’illegalità vengono pagati soltanto dai gestori mentre Governo, petrolieri e retisti incassano tutti i benefici. “Nonostante il grido d’allarme sia stato lanciato più volte negli ultimi anni, il settore della distribuzione dei carburanti è stato completamente abbandonato a se stesso e si è quindi assistito alla progressiva diffusione di varie forme di illegalità: sia sotto l’aspetto fiscale, in termini di evasione Iva e accise, sia contrattuale. Noi gestori non possiamo più tollerare questo atteggiamento che accolla sulle nostre spalle tutti gli oneri senza nessuna tutela.” Queste le principali motivazioni che portano anche la FAIB (Federazione Italiana Autonoma Benzinai) Confesercenti – assieme alle altre organizzazioni di categoria Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio – a proclamare per mercoledì 6 e giovedì 7 novembre prossimi due giornate di sciopero nazionale di gestori sia sulla rete ordinaria che sulla rete autostradale, self service compresi.

“Denunciamo la complicità in questo atteggiamento di tutti gli altri attori della filiera – così Franco Giberti, presidente di FAIB Confesercenti Modena – A questo si somma la ritrosia delle compagnie petrolifere e dei retisti privati che non rinnovano gli accordi scaduti oramai da anni, non riconoscendo l’adeguamento dei margini in modo congruo da consentire alle gestioni di poter sopravvivere e far fronte ai maggiori costi di gestione”.
Secondo stime accreditate, quanto prudenti, il fenomeno dell’illegalità nella distribuzione dei carburanti, figlia delle liberalizzazioni selvagge e della conseguente destrutturazione del mercato, interessa una quota che si aggira intorno al 15% su un totale di 30 miliardi di litri erogati. La quantità di denaro sottratta alla collettività, incassata da criminali più o meno organizzati, è incommensurabile, con ricadute sia sulla qualità dei prodotti immessi nei serbatoi di automobilisti ignari, sia sulla concorrenza.

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