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Parma vola nello spazio con il progetto “Topdess”

Parma vola nello spazio

Parma vola nello spazio

Lo fa con il progetto “Topdess” finanziato da ESA, l’Agenzia Spaziale Europea: “Topdess” che coinvolge infatti il Gruppo di fisica tecnica dell’Università di Parma, coordinato dal docente Fabio Bozzoli e composto anche dai docenti Luca Cattani, Giorgio Pagliarini, Sara Rainieri e Pamela Vocale, e l’azienda parmigiana Mbs, del gruppo Csf Inox.La ricerca riguarderà principalmente i “Pulsating Heat Pipes”, chiamati anche PHP, che sono dispostivi passivi per lo scambio termico. Un PHP consiste fondamentalmente in un tubo di piccolo diametro, curvato a formare più spire, parzialmente riempito con un fluido. I principali vantaggi di questi dispositivi sono la compattezza, la flessibilità, la capacità di funzionare senza apporto di energia elettrica e in assenza di gravità.In particolare, nel progetto “Topdess” si cercherà di applicare i PHP ai sistemi “deployable”, o “pieghevoli”, ossia strutture in grado di apportare in modo autonomo grandi cambiamenti alla propria configurazione geometrica.

La progettazione di questi sistemi rappresenta una vera e propria sfida ingegneristica a causa delle loro intrinseche problematicità di tipo termico: particolare attenzione va riservata alle temperature proibitive raggiunte nelle fasi di apertura e chiusura. L’impiego dei PHP vuole proprio superare queste criticità, permettendo di realizzare applicazioni fino a oggi impensabili.Al progetto “Topdess”, del valore totale di 1,7 milioni di euro, partecipano anche prestigiosi partner quali l’Università di Brighton (UK), l’Università di Liverpool (UK), l’istituto ISAE-ENSMA e CEA. Vi sono coinvolti anche altri importanti partner industriali mondiali come Airbus France e Kayser Space UK. La prima riunione per l’inizio del progetto si è tenuta il 4 ottobre all’European Space Research and Technology Centre di Noordwijk (Olanda); per l’Università di Parma vi hanno partecipato i docenti Fabio Bozzoli e Luca Cattani e per MBS Gianluca Bertoluzzi. Nei prossimi mesi inizierà anche la parte sperimentale, che porterà in assenza di gravità i dispositivi sviluppati e i ricercatori.

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