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LA MILANO NAPOLEONICA

Andrea Appiani - Napoleon I

MILANO TRA STORIA & LEGGENDA

LA MILANO NAPOLEONICA

Come è noto, Napoleone all’interno del suo impero aveva costituito il Regno d’Italia, di cui lui stesso aveva cinto la corona, e di cui Milano era la capitale. L’incoronazione avvenne nel 1805 a Monza nel cui duomo era custodita la celeberrima corona ferrea, che egli volle porsi da solo sulla testa a simboleggiare la sua autolegittimazione come re d’Italia. Napoleone progettò un nuovo assetto urbanistico di Milano pianificando tre interventi nelle diverse zone della città. I progetti furono realizzati solo in parte, un po’ perché troppo dispendiosi un po’ perché il suo potere durò per un periodo troppo breve rispetto al tempo richiesto dalla portata degli stessi. In ogni caso una buona parte del centro storico milanese deve a Napoleone il suo odierno assetto. A cominciare da Foro Bonaparte, la piazza a lui intitolata, così magnificente e simmetrica, a cui afferiscono larghe vie e delimitata da edifici maestosi in semicerchio che circondano il Castello Sforzesco. Nelle intenzioni dei progettisti tale spazio avrebbe dovuto assumere una forma circolare e presentarsi come una grandiosa area lastricata ornata, nel suo perimetro, da edifici all’antica pensati per accogliere teatri, musei, terme, sale per assemblee, una dogana e il Parlamento. Il progetto era però troppo costoso e vi si dovette rinunciare.

arco di napoleone a milano - migliara  giovanni 1785-1837Fu invece iniziato, anche se non completato, il progetto relativo alla Via Francigena (il tratto urbano della strada che congiungeva Parigi e Milano), l’odierno Corso Sempione e all’Arco della Pace. Quest’ultimo era realizzato prevalentemente in legno ed era stato inizialmente posto nell’attuale Corso Venezia. Visto il grande successo che ebbe tra i cittadini, fu deciso di spostarlo in un luogo più adatto (quello attuale) e di renderlo marmoreo.

Napoleone era follemente innamorato di Milano, ma trovandola troppo calda e umida d’estate, decise di rifugiarsi a Monza, più fresca anche grazie al polmone verde datole dal suo immenso parco, a cui l’Imperatore poteva facilmente accedere dalla Villa Reale precedentemente sottratta agli Asburgo. Per collegare le due città modificò una via rendendola ancora oggi tra le più grandi e importanti della città: Corso Venezia. La magnificenza di questa enorme via, larga a livello di strada era data dalla presenza dei bellissimi edifici neoclassici, robusti, colorati e possenti che egli vi fece costruire. Infine, Napoleone effettuò una piccola modifica anche su Palazzo Reale, il monumento che oggi ospita le più grandi e importanti mostre della città. All’interno del Palazzo creò una sala pubblica per ricevere gli ospiti e per gli affari pubblici, e una parte privata per se stesso e la propria famiglia. E, se oggi lo chiamiamo Palazzo Reale, è per volere dell’Imperatore, che gli diede questo nome (prima chiamato Regio-Duca Palazzo). La Milano napoleonica, quindi, è un percorso interessante da fare se si è turisti curiosi o cittadini che poco conoscono della propria città.

 

 

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