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Spreco di cibo ed educazione alimentare

SPRECO DI CIBO ED EDUCAZIONE ALIMENTARE

SPRECO DI CIBO ED EDUCAZIONE ALIMENTARE

Ridurre gli sprechi di cibo è possibile attraverso l’educazione alimentare e un differente approccio all’agricoltura che privilegi i metodi di coltivazione ecosostenibili e le filiere corte – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha sollevato un problema diffuso che non riguarda solo l’Italia: le Nazioni Unite ricordano che nel mondo c’è cibo a sufficienza per sfamare tutti, ma più di 820 milioni di persone soffrono ancora la fame. Al tempo stesso, un terzo del cibo prodotto ogni anno viene buttato nella spazzatura senza nemmeno arrivare sulla tavola. Lo spreco di alimenti in Italia ammonta a 12 milioni di euro l’anno. Per ridurlo è indispensabile un’azione mirata di educazione rivolta ai consumatori finali, che parta dai bambini per arrivare fino ai genitori, principali responsabili delle scelte alimentari all’interno della famiglia – spiega Tiso. Esiste tuttavia un’altra faccia dello spreco alimentare, legato alle inefficienze nelle fasi di produzione, trasformazione e trasporto. Per ridurlo al minimo la risposta migliore sono l’agricoltura sostenibile, le filiere corte e le nuove tecnologie di gestione in grado di ottimizzare i processi produttivi. Oltre a garantire cibo sano, l’agroecologia permette infatti di abbattere sprechi e inefficienze lungo l’intero percorso che il cibo compie prima di arrivare sulla tavola.

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