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Emissione francobollo Cesare Maccari

poste italiane - francobollo Cesare Maccari

Poste Italiane comunica che il 15 novembre 2019 è stato emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “il Patrimonio Artistico e Culturale Italiano”, dedicato a Cesare Maccari, nel centenario della scomparsa, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€.

Tiratura: centomila esemplari stampati in foglietto e cinquecentomila esemplari per il francobollo singolo.

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta patinata gommata, fluorescente non filigranata.

Bozzetto: a cura di Poste Italiane e ottimizzato dal Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.

La vignetta riproduce un particolare dell’affresco “Cicerone inveisce contro Catilina” che fa parte di un ciclo pittorico realizzato da Cesare Maccari, tra il 1881 e il 1888, nella Sala Gialla di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica Italiana.

Completano il francobollo la leggenda “CESARE MACCARI” le date “1840 – 1919” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Caratteristiche del foglietto: il foglio perforato assembla due immagini speculari che riproducono, nella quasi interezza rispettivamente a colori e in bianco e nero, l’affresco di Cesare Maccari; al suo interno sono inseriti due francobolli identici che focalizzano la figura di Cicerone; esclusivamente sull’immagine in bianco e nero è presente un chiudilettera non avvalorato che evidenzia Catilina.

Completa il foglio, nella riproduzione a colori dell’affresco, la leggenda “CESARE MACCARI 1840 – 1919”.

Il foglietto per la prima volta numerato è inserito all’interno di un libretto stampato in 30.000 esemplari, contiene tutte le le immagini degli affreschi di Cesare Maccari, realizzate pe la sala Gialla di Palazzo Madama.

Caratteristiche del francobollo stampato in foglio: la vignetta riproduce un particolare dell’affresco “Cicerone inveisce contro Catilina” che fa parte di un ciclo pittorico realizzato da Cesare Maccari, tra il 1881 e il 1888, nella Sala Gialla di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica Italiana.

Completano il francobollo la leggenda “CESARE MACCARI” le date “1840 – 1919” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta patinata gommata, fluorescente non filigranata;.

Bozzetto: a cura di Poste Italiane e ottimizzato dal Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. Foglio: cinquanta esemplari

L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso l’ufficio postale Roma Senato.

Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, possono essere acquistati presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

È stato realizzato anche un folder in formato A4 a tre ante contenente il foglietto, la cartolina annullata e affrancata, una busta primo giorno di emissione, la tessera e il bollettino illustravo, inoltre sono inserite nove monete dell’IPZS, al costo di 80€.

Cesare Maccari nacque a Siena il 9 maggio 1840.

Studiò presso il collegio dei Tolomei, frequentò un capomastro che lo introdusse alla lavorazione dell'alabastro. Si iscrisse alla scuola di ornato dell'istituto di belle arti di Siena, dove si dedicò alla scultura, che abbandonò successivamente per accostarsi alla pittura.

La decorazione della cappella della famiglia Nerli, da lui curata, fu influenzata da un impianto classico, derivante dalla lettura de "Il libro dell'arte" scritto da Cennino Cennini.

A Roma lavorò ancora a soggetti storici d'impianto classico.

L'opera dedicata a Vittoria Colonna fu completata nel 1868 ed inviata alla Società di pie disposizioni, ove è conservata. Nello stesso anno realizzò il cartone per l'affresco raffigurante "S. Giovanni Battista visitato in carcere dai discepoli" nella cappella di S. Giovanni del Duomo di Siena. Fu, poi, a Venezia dove studiò le opere del Bellini, del Tintoretto e del Veronese; particolare fu il suo interesse per il Tiepolo con momenti di studio, che lo portarono sempre più verso una realizzazione d'impianto classico, con elegante semplicità, sicurezza nel disegno e sobrietà nei colori. Successivo dipinto avente sempre un soggetto storico è "Leonardo che ritrae la Gioconda" (Siena, Soprintendenza dei Beni artistici e storici).

Ottenne l'incarico di professore onorario di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Roma, su nomina del Ministro della Pubblica Istruzione. Nel 1875 entrò a far parte della commissione nominata per la realizzazione del bando pubblico per la progettazione del Palazzo delle Esposizioni che venne inaugurato nel 1883.

Contemporaneamente fu incaricato di realizzare altre opere. In particolare tra queste emerge la produzione di un affresco della sala degli Arazzi del Palazzo Reale (Quirinale), ex residenza pontificia, commissionata dalla famiglia Savoia.

L'attività espositiva in questo periodo fu intensa.

Vinse il concorso per la decorazione della sala gialla del Senato, indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 1880. Bando questo, successivo ai primi due concorsi, uno del 16 agosto 1878 e l'altro del 2 giugno 1879; che non videro nessuna opera degna dell'assegnazione.

Il progetto decorativo prevedeva la rappresentazione di alcuni dei fatti più illustri dell'antico Senato di Roma.

Continuò a dipingere, nonostante l'infermità, e nel 1914 realizzò un "Autoritratto" per la galleria di ritratti dell'Ordine accademico di S. Luca.

Morì a Roma il 17 aprile 1919.

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