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Milano storie e leggende: La “Ca’ de l’oreggia” e altri bizzarri gioielli del Quadrilatero del Silenzio

ca de lorecchia

A cura di Paolo Minotti

È noto a tutti che Milano è la città più frenetica d’Italia, dove si corre sempre. Eppure a Milano c’è anche il silenzio. Tutti conoscono il Quadrilatero della Moda, uno dei luoghi cult meneghini: ma un altro quadrilatero, meno noto, è il Quadrilatero del Silenzio. Uno spazio insonorizzato, colmo di bellezze e curiosità architettoniche indifferenti al chiasso del resto della città, tra le vie Serbelloni, Cappuccini, Mozart e Vivaio intorno a piazza Eleonora Duse, alle spalle di Corso Venezia. Zona di grandi architetti dei primi del ’900, ha uno stile a metà tra l’Art Déco e l’ecclettico, con richiami anglofoni, al liberty e ai dettagli francesi e belgi. La zona è la stessa in cui venne a trovarsi Renzo Tramaglino, il protagonista dei “Promessi Sposi”, dopo essere entrato a Milano attraversando i Bastioni di Porta Venezia. Una curiosità: in Via Serbelloni 10 fu realizzato il primo “citofono” d’Italia,accanto al portone di Palazzo Sola-Busca, detto “Ca’ de l’oreggia” per il suo gigantesco orecchio di bronzo (alto 70 centimetri) ideato nel 1930 dall’architetto Adolfo Wildt. Serviva ai visitatori per parlare con il custode che si trovava nella portineria del palazzo, il quale provvedeva, poi, ad annunciare la visita alle famiglie che vi abitavano. Ora non è più funzionante, ma resta la leggenda che vuole che, se si bisbiglia un desiderio nell'orecchio, questo si avvererà. A pochi passi dall’orecchio troviamo Palazzo Fidia (la “Casa Jazz”) costruito tra il 1929 e il 1932 dall’architetto Aldo Andreani. Chi ha visto il film di Antonioni "Cronaca di un amore", ricorderà l'elegantissima Lucia Bosè uscire dal portone di uno stravagante e misterioso palazzo per dare l’addio all’uomo amato: era Palazzo Fidia. Ma il più famoso tra i gioielli del Quadrilatero del Silenzio, è l’odierna Casa Museo Villa Necchi-Campiglio realizzata in Via Mozart 14 su progetto di Piero Portaluppi e da anni bene del FAI. Alzando lo sguardo, di fronte di fronte alla casa-museo scorgiamo un palazzo di 9 piani, quasi un grattacielo per l’epoca. E poi ci sono i giardini di Villa Invernizzi, in Via Cappuccini 3, dove un tempo abitava la famiglia che produceva i formaggini della nostra infanzia e che ora è sede di una Fondazione che si occupa di studi sull’alimentazione. Qui, dietro un alto cancello nero e oro, tra piante rigogliose ed un laghetto, fanno la loro passerella dei bellissimi fenicotteri rosa. Vi ho incuriositi? Questi non sono certo gli unici palazzi da ammirare almeno una volta, ma lascio a voi il piacere altri bizzarri gioielli del Quadrilatero del Silenzio.

VILLA INVERNIZZI

Tratto da:

Milano 24orenews               

Cover MI24 Dicembre 2019

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