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Parlamento europeo: Anteprima della sessione del 13-16 gennaio 2020

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione del 13-16 gennaio 2020

Strasburgo Conferenza sul futuro dell’Europa: i cittadini e la riforma dell’UE. Nei suoi orientamenti politici per il 2019-2024, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è impegnata a affrontare la questione del divario di retribuzione fra i generi nel quadro della prossima strategia per la parità di genere.Inoltre, la nuova commissaria per la parità, Helena Dalli, ha annunciato che proporrà misure giuridicamente vincolanti in materia di trasparenza delle retribuzioni nei primi 100 giorni di questa Commissione.Sebbene il principio della parità di retribuzione per lo stesso lavoro sia sancito dal trattato UE, il divario retributivo complessivo tra i generi all’interno dell’UE rimane al 16%, con enormi differenze tra gli Stati membri. La situazione peggiora ulteriormente quando le donne vanno in pensione: la loro pensione è infatti inferiore di circa il 40% a quella degli uomini. Una risoluzione a conclusione del dibattito sarà messa ai voti nella sessione di gennaio II (29-30 gennaio).

Lunedì 13 gennaio 2020 Australia: dibattito sull’emergenza incendi e i cambiamenti climatici I deputati discuteranno degli incendi in corso in Australia, insieme con altri eventi meteorologici estremi, attribuibili ai cambiamenti climatici. I devastanti incendi in Australia sono costati la vita a 24 persone. Secondo quanto riportato dai media, sono milioni gli acri di terra bruciata, pari a un’area più grande del Belgio e della Danimarca messi insieme. Si stima che nel solo Stato del Nuovo Galles del Sud almeno un miliardo di animali siano morti negli incendi boschivi di questa stagione, compreso circa 1/3 di tutti i koala dello Stato.
Lunedì 13 gennaio 2020 Colmare il divario retributivo tra generi nell’UE. Nei suoi orientamenti politici per il 2019-2024, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è impegnata a affrontare la questione del divario di retribuzione fra i generi nel quadro della prossima strategia per la parità di genere.Inoltre, la nuova commissaria per la parità, Helena Dalli, ha annunciato che proporrà misure giuridicamente vincolanti in materia di trasparenza delle retribuzioni nei primi 100 giorni di questa Commissione.Sebbene il principio della parità di retribuzione per lo stesso lavoro sia sancito dal trattato UE, il divario retributivo complessivo tra i generi all’interno dell’UE rimane al 16%, con enormi differenze tra gli Stati membri. La situazione peggiora ulteriormente quando le donne vanno in pensione: la loro pensione è infatti inferiore di circa il 40% a quella degli uomini.Una risoluzione a conclusione del dibattito sarà messa ai voti nella sessione di gennaio II (29-30 gennaio).
Lunedì 13 gennaio 2020 Conflitto in Libia: dibattito con Borrell Gli attacchi aerei contro la scuola militare di Tripoli, il 4 gennaio, e la conseguente decisione del Parlamento turco di autorizzare il dispiegamento militare in Libia hanno portato a un’escalation di violenza nel Paese mediterraneo. Come sottolineato dal capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, l’UE è fermamente convinta che non vi sia una soluzione militare alla crisi libica e ha invitato tutte le parti ad impegnarsi in un processo politico sotto la guida dell’ONU.L’8 gennaio, il Presidente del Parlamento David Sassoli ha incontrato Fayez Al-Sarraj, Presidente del Consiglio di Presidenza della Libia e Primo Ministro del Governo di Accordo Nazionale, nell’ambito di una visita di Al-Sarraj a Bruxelles per discutere della situazione nel Paese con vari leader dell’UE.“La soluzione alla crisi non può essere militare ma passa solo attraverso un processo politico inclusivo di tutte le componenti del paese, sotto l’egida delle Nazioni Unite e senza alcuna ingerenza esterna”, ha dichiarato il Presidente David Sassoli durante l’incontro, sostenendo la posizione già espressa dall’Alto Rappresentante Borrell. Martedì pomeriggio, i deputati discuteranno con Josep Borrell quali azioni intraprendere.
Martedì alle 15.00, la Commissione presenterà le proposte legislative sul “Just Transition Mechanism and Fund”. Alla presentazione seguirà un dibattito.In conclusione del dibattito in Plenaria del dicembre scorso con la Presidente della Commissione von der Leyen sul pacchetto di proposte Green Deal, i deputati voteranno mercoledì una risoluzione che illustra il punto di vista del Parlamento. Il testo dovrebbe sostenere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 e ribadire la richiesta del Parlamento di una revisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni UE per il 2030 prima della conferenza sul clima di dicembre 2020 dell’UNFCCC a Glasgow.Il Parlamento ha già sottolineato che l’UE dovrebbe ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 per diventare climaticamente neutrale entro il 2050 e che un ambizioso bilancio a lungo termine dell’UE per il 2021-2027 deve essere concordato con urgenza, per dare il via alle relative politiche.
Mercoledì alle 12.00, dopo un dibattito con il Presidente del Consiglio Charles Michel e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il Parlamento voterà le proprie proposte per la prossima Conferenza sul Futuro dell’Europa. I deputati vogliono che la voce dei cittadini sia al centro del dibattito su come affrontare le sfide interne ed esterne, non erano previste al momento del Trattato di Lisbona. La Conferenza dovrebbe iniziare nel 2020 e durare due anni.Nel progetto di risoluzione si sottolinea come i cittadini di ogni estrazione sociale, i rappresentanti della società civile e le parti interessate a livello europeo, nazionale, regionale e locale debbano essere coinvolti nella definizione delle priorità dell’UE, con un approccio dal basso verso l’alto, trasparente, inclusivo, partecipativo ed equilibrato. La Conferenza potrebbe portare alla revisione dei trattati e all’istituzione di un meccanismo permanente di partecipazione cittadina. Transizione verso la riduzione delle emissioni di carbonio.
Il re di Giordania Abdullah II interverrà in Plenaria Mercoledì alle 12:00, il re di Giordania, Sua Maestà Abdullah II ibn Al-Hussein si rivolgerà all’Aula nel corso di una seduta solenne a Strasburgo. Sarà la quinta visita di re Abdullah II al Parlamento europeo, dopo le precedenti visite nel 2002, 2007, 2012 e 2015. La Giordania è un partner importante per l’UE a livello globale, regionale e bilaterale, in particolare per il ruolo chiave del Paese nel promuovere la stabilità e la tolleranza interreligiosa in Medio Oriente.
Conflitti d’interesse del premier ceco Babiš: il PE chiede informazioni I deputati si aspettano che la Commissione aggiorni il Parlamento sulle indagini in corso e sulle misure previste per proteggere gli interessi finanziari dell’UE. Mercoledì pomeriggio, i deputati discuteranno con il Consiglio e la Commissione sull’indagine in corso riguardante il conflitto di interessi del Primo ministro ceco Andrej Babiš che potrebbe aver abusato della sua influenza per molti anni per moltiplicare il suo patrimonio personale attraverso i fondi UE. In una sessione successiva, il Parlamento voterà una risoluzione per concludere il dibattito.
Sulla biodiversità: Il Parlamento chiede obiettivi vincolanti. Nel progetto di risoluzione si chiede che la conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità del 2020, detta COP 15, contribuisca a fermare la perdita di biodiversità in corso.I deputati invitano l’UE ad assumere un ruolo guida, ad esempio garantendo che, entro il 2030, il 30% del territorio dell’Unione sia costituito da aree naturali o inserendo degli obiettivi di protezione della biodiversità in tutte le politiche dell’UE. Inoltre, chiedono che almeno il 10% del bilancio a lungo termine sostenga gli sforzi per migliorare la biodiversità.Per il Parlamento, la tutela della biodiversità è sempre stata una priorità. La Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità è stata istituita il 29 dicembre 1993. Una delegazione del Parlamento europeo parteciperà alla sua quindicesima riunione a Kunming, in Cina, dal 19 ottobre al 1 novembre 2020. La COP15 dovrebbe adottare un quadro globale sulla biodiversità post-2020, che definisca il percorso per i prossimi 10 anni e oltre.
Iran-Iraq: i deputati discutono le crescenti tensioni in Medio Oriente. Le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iran hanno visto un acuirsi della tensione in seguito al raid statunitense sulla capitale irachena Bagdad, lo scorso venerdì 3 gennaio, con il quale è stato ucciso il comandante militare iraniano Qassem Soleimani.Dopo l’assassinio, l’Iran ha minacciato gli Stati Uniti con gravi ritorsioni. Subito dopo, il parlamento iracheno ha adottato una risoluzione che chiede al governo di non avere più truppe straniere presenti nel Paese. I deputati discuteranno gli ultimi sviluppi insieme con il capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell.
Ungheria e Polonia: il Parlamento valuterà i progressi sull’articolo 7. Nel settembre 2018, il Parlamento ha chiesto al Consiglio di agire per evitare che le autorità ungheresi violino i valori fondanti dell’UE. I deputati si sono detti preoccupati soprattutto per i rischi relativi a indipendenza giudiziaria, libertà di espressione, corruzione, diritti delle minoranze e per la situazione dei migranti e dei rifugiati.
Nel caso della Polonia, la Commissione europea ha chiesto l’intervento dell’UE nel dicembre 2017, in considerazione delle minacce percepite relative all’indipendenza della magistratura. In una risoluzione adottata nel marzo 2018, il Parlamento europeo si è detto d’accordo con la Commissione i rischi per lo Stato di diritto in Polonia.Ai sensi dell’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, a seguito di tali richieste, il Consiglio può stabilire che esiste un evidente rischio di grave violazione dei valori UE nei Paesi interessati. Prima di procedere in tal senso, i ministri ascoltano le opinioni delle autorità nazionali.I ministri UE hanno tenuto due audizioni con il governo ungherese, nel settembre e nel dicembre 2019. I deputati hanno più volte criticato il fatto di non essere stati formalmente inclusi in queste discussioni. Le autorità polacche si sono difese davanti al Consiglio in tre occasioni, nel periodo da giugno a dicembre 2018. In una fase successiva, il Consiglio europeo potrà stabilire, all’unanimità e con l’approvazione del Parlamento, che vi è una grave e persistente violazione dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe eventualmente portare a sanzioni, come ad esempio la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio.
Brexit: il Parlamento lancia un monito sui diritti dei cittadini. Il Parlamento discuterà e voterà una risoluzione su una serie di questioni che i cittadini (sia quelli dell’UE che risiedono nel Regno Unito, che i cittadini del Regno Unito che risiedono nel resto dell’UE) potrebbero dover affrontare dopo la Brexit. La bozza di risoluzione sottolinea che l’Accordo di Recesso contiene disposizioni eque ed equilibrate per tutelare i diritti dei cittadini durante e dopo il periodo di transizione. Pertanto, un’attuazione completa delle disposizioni dell’Accordo è essenziale al fine di proteggere le persone interessate, le loro famiglie e il loro diritto alla sicurezza sociale nel lungo termine, sottolineano i deputati.In particolare, nella bozza di risoluzione si fa riferimento alle questioni derivanti dal Programma di Regolamento dell’UE del governo del Regno Unito, si invitano i governi dell’UE-27 a essere coerenti e generosi nei confronti dei cittadini britannici residenti nell’UE. Per entrare in vigore, l’Accordo di Recesso deve essere approvato dal Parlamento europeo a maggioranza semplice dei voti espressi (articolo 50, paragrafo 2 del trattato sull’Unione europea). Il Parlamento voterà l’Accordo dopo che il processo di ratifica nel Regno Unito sarà stato completato.
La presidenza croata del Consiglio UE presenta le sue priorità. Il programma della presidenza croata si concentra su quattro priorità: un’Europa in via di sviluppo, un’Europa connessa, un’Europa che protegge e un’Europa influente. I temi che la presidenza croata affronterà comprendono la Brexit, il bilancio a lungo termine dell’UE, il Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027. La Croazia è entrata a far parte dell’UE nel 2013 e ricoprirà per la prima volta la presidenza del Consiglio dei Ministri dell’UE. Dal 1° gennaio, il Paese ha preso il posto della alla Finlandia e consegnerà la presidenza alla Germania dal 1° luglio.
Un caricabatteria comune per tutti i cellulari Per ridurre i rifiuti elettronici e facilitare la vita dei consumatori, i deputati chiedono misure vincolanti per avere caricabatteria adattabili a tutti i cellulari e dispositivi portatili. Nella Direttiva sulle Apparecchiature Radio del 2014, i legislatori dell’UE hanno chiesto lo sviluppo di un caricabatteria comune e hanno conferito alla Commissione i poteri per perseguire questo obiettivo attraverso un atto delegato.L’approccio della Commissione di “incoraggiare” l’industria a sviluppare caricabatterie comuni non ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Gli accordi volontari tra i diversi operatori del settore non hanno dato i risultati sperati. Per questo motivo, i deputati torneranno a chiedere l’introduzione di un caricabatteria comune che si adatti a tutti i telefoni cellulari, tablet, e-book e altri dispositivi portatili. Il dibattito di lunedì si concluderà con una risoluzione da votare in una delle prossime sessioni plenarie. Secondo le stime, i vecchi caricabatteria generano più di 51000 tonnellate di rifiuti elettronici l’anno.

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