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L’agricoltura nel 2020

Lagricoltura italiana nel 2020

Andare oltre l’ordinaria amministrazione per imprimere una svolta all’agricoltura italiana ed europea. Con questo auspicio guardiamo al nuovo anno, che porta con sé problemi mai affrontati alla radice e una diffusa sfiducia, ma anche un’agenda politica che offre opportunità di rilancio – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Da troppo tempo le piccole e medie imprese agricole vivono di misure di corto respiro, cercando di difendersi in un scenario economico che le vede partire da una posizione di svantaggio rispetto alle multinazionali dell’agroindustria – prosegue Tiso. Dal 2005 al 2015, nell’Unione Europea sono scomparse ogni giorno 1000 piccole fattorie. Di contro sono aumentate le aziende con oltre 100 ettari. Sono dati che preoccupano e che danno la misura di come la Politica Agricola Comune non abbia raggiunto l’obiettivo di proteggere i piccoli agricoltori e, di conseguenza, l’ambiente di cui sono custodi. La riforma della Pac deve per questo rimodulare i criteri con i quali vengono veicolati gli aiuti e dare priorità alla conservazione delle risorse naturali.In Italia il Governo ha dichiarato di voler rimettere l’agricoltura al centro del nuovo Green New Deal. Seppure in un contesto di scarsità di risorse, la manovra ha investito su giovani, donne e filiere. Si tratta – secondo le parole della ministra delle Politiche agricole Bellanova – di vere e proprie parole d’ordine che dovranno diventare concrete nel collegato agricoltura a fine gennaio.Misure come il pacchetto donne e giovani e l’azzeramento dell’Irpef agricola per il 2020 sono senza dubbio positive, ma non potranno imprimere il cambio di marcia che chiediamo se non saranno inserite in una strategia più ampia per rilanciare l’agroecologia, la qualità della produzione e la tutela delle migliaia di piccoli e medi agricoltori che mantengono in vita la nostra agricoltura anche in territori disagiati e marginali.Ci vuole uno sforzo in più, anche per sostenere i nostri produttori invischiati loro malgrado in una guerra commerciale tra Usa ed Europa. È necessario più coraggio, perché l’agricoltura è un bene comune che può garantire un ciclo sostenibile nel quale convivano e dove traggano il giusto profitto tutti gli attori coinvolti, i cittadini e l’ambiente.

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