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LUPIS: «Ecco perché il coronavirus potrebbe essere stato creato in laboratorio»

Rubbettino I cannibali di Mao

Ecco perché secondo Marco Lupis autore per Rubbettino del libro «I cannibali di Mao. La nuova Cina alla conquista del mondo» la nuova epidemia che sta terrorizzando il mondo è nata da un fatale errore umano.

LUPIS: «Una (brutta) storia che si ripete: così come quello che originò l’epidemia di Sars, anche il nuovo coronavirus che terrorizza il Mondo sarebbe sfuggito da un laboratorio cinese di “massima sicurezza”.
Nel pieno della terribile epidemia di Sars, mentre mi trovavo unico corrispondente italiano in Cina e a Hong Kong, agli inizi di aprile 2003 scrissi un articolo che fece il giro del mondo e venne tradotto e pubblicato dai maggiori quotidiani internazionali (leggi qui), dove si rivelò che il virus della “sindrome respiratoria acuta severa” venne creato forse per errore, forse volontariamente, da un microbiologo che dirigeva un laboratorio a Guangzhou città epicentro di quella disastrosa epidemia (come oggi è Wuhan per il nuovo coronavirus). Infettatosi forse involontariamente, quel medico divenne poi il riconosciuto “paziente zero” della Sars. Mel mio libro “I cannibali di Mao” ho dedicato molti capitoli all’esperienza terribile – per un reporter – di dover raccontare un’epidemia vivendoci in mezzo con tutta la propria famiglia, così come accadde a me, allora, a Hong Kong. Oggi una scoperta agghiacciante mi ha costretto a tornare indietro con la mente alla paura e all’angoscia di quei giorni: Il nuovo, sconosciuto e letale virus che sta terrorizzando il mondo sarebbe uscito per errore da un laboratorio di ricerca biotecnologica “ad alto contenimento” che ha sede proprio a Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia. E l’autorevole rivista scientifica “Nature” avrebbe denunciato il rischio che ciò potesse accadere già tre anni fa, nel 2017».
Come mai la Cina, fino a ieri produttore di mercanzia a basso costo, oggi domina il mercato high-tech mondiale, si impone come attore globale, assume il controllo economico e finanziario di intere nazioni ed è in grado di “richiamare all’ordine” persino gli Stati Uniti d’America? In questo libro Marco Lupis ci spiega l’origine del nuovo potere globale cinese, quali sono le sue radici e dove ci sta portando. Lo fa cominciando da quell’alba umida e rovente del 1995 quando – giovane reporter poco più che trentenne – atterrava per la prima volta nella sua vita nel vecchio aeroporto Kai Tak di Hong Kong, lembo di terra in Cina, allora ancora saldamente colonia di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, e aveva inizio così quella che lui stesso ha definito: “Una vera storia d’amore, vissuta non con un’altra persona, ma con un continente, l’Asia, e con un popolo in particolare: i cinesi”. E in Cina, basato a Hong Kong, ci rimarrà – salvo brevi pause – fino a oggi, raccontandone ai lettori – da corrispondente delle maggiori testate italiane e della RAI – l’attualità più stringente, gli avvenimenti più imprevisti e curiosi, e quella diversità che la rende unica. Ricco di notizie e di avventure, di emozioni, testimonianze e anche ironia, questo libro è un ininterrotto reportage lungo venticinque anni e un irripetibile diario di viaggio, ma soprattutto è l’appassionante romanzo della storia umana di un giornalista, di un uomo, che ha attraversato le trasformazioni e gli sconvolgimenti degli ultimi decenni in Cina, e per questo è in grado, più di molti altri, di aiutarci a comprendere l’attualità e i pericoli rappresentati dalla Cina di oggi. http://www.rubbettinoeditore.it

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