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Scuola - Rinnovo del contratto

Scuola docenti

L’Agenzia precisa che le risorse riguardano sia le “amministrazioni statali” che “non statali” e riguardano gli aumenti retributivi di tutti i lavoratori pubblici, in base al tasso futuro di inflazione (IPCA netto energetici) prevista dall’Istat per il triennio 2019-2021, del 3%. Replica dell’Anief: bene ma bisogna recuperare l’anno 2013 e impegnarsi a recuperare il gap 10% rispetto all’aumento del costo della vita registrato da dodici anni al netto degli ultimi aumenti, con 8 punti accumulati tra il 2007 e il 2015.

L’amministrazione pubblica tira giù la maschera: il Governo è in grado di produrre un aumento medio a dipendente statale, con il rinnovo contratto, che non supera i 100 euro lordi. I dati arrivano dal Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti anno 2019 presentato il13 febbraio dall’Aran. Il rapporto – scrive Orizzonte Scuola – evidenzia in circa 6 miliardi di euro le disponibilità finanziarie complessive a regime su tutta la Pubblica amministrazione, che renderanno possibile un adeguamento retributivo del 3,7% ed aumenti medi di circa 100 euro al mese per 13 mesi.
Per l’Anief è un buon segnale ma bisogna insistere nel richiedere altri 4 miliardi: il sindacato ricorda che il ritardo degli stipendi di chi lavora a scuola, rispetto agli altri lavoratori pubblici, è abissale. È stata la stessa Aran a rilevarlo: se il compenso dei docenti e Ata non arriva a 30 mila euro, la media dell’amministrazione pubblica è di 34.491 euro. Anche i ministeriali (con 30.140 euro annui medi) superano in media i docenti. Solo per fare qualche esempio, il compenso, nella presidenza del Consiglio gli stipendi medi annui raggiungono i 64.611 euro e nelle Autorità indipendenti superano i 91.259 euro. E che dire dei magistrati, che a fine anno arrivano a 140 mila euro annui?

 
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