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Didattica a distanza - Il Garante della privacy: le scuole proteggano i dati di studenti e famiglie


La scuola nei giorni del Coronavirus

Con una nota ufficiale, inviata ai ministri dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e per le pari opportunità e la famiglia, il dottor Antonello Soro spiega che non occorre “sottovalutare i rischi, suscettibili di derivare dal ricorso a un uso scorretto o poco consapevole degli strumenti telematici”. La nota cita l’atto di indirizzo dello stesso Garante, nel quale si spiega che “qualora la piattaforma prescelta comporti il trattamento di dati personali di studenti, alunni o dei rispettivi genitori per conto della scuola o dell’università, il rapporto con il fornitore dovrà essere regolato con contratto. È il caso, ad esempio, del registro elettronico”.

Punta quindi il dito sui minori, perché “meritano una specifica protezione, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi” e sulla necessità di “assicurare la trasparenza del trattamento informando gli interessati”.

Dopo alcune settimane di didattica a distanza, il presidente dell’Autorità Garante della protezione dei dati personali, Antonello Soro, prende posizione: in una lettera inviata ai ministri dei dicasteri interessati, scrive che “si tratta di rischi assai più concreti di quanto si possa immaginare e dai quali è bene proteggere chiunque (in primo luogo, ma non soltanto i minori) utilizzi questi nuovi strumenti di formazione. Molte delle piattaforme suscettibili di utilizzo a fini didattici, ad esempio, funzionano come veri e propri social network che necessitano, come tali, di una sia pur minima cognizione delle loro regole di utilizzo e delle implicazioni di ciascun “click”, anche tra l’altro sui diritti della personalità di terzi”.

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